-La definizione di salute secondo l'OMS: non solo assenza di malattia ma uno stato di completo benessere fisico, psicologico e sociale. Non basta quindi curare ma bisogna prevenire, informare, sensibilizzare, promuovere comportamenti orientati al benessere.
*Invecchiamento: lento e spontaneo processo evolutivo che attraversa le diverse fasi della vita identificate con l'età infantile, pubertà, età adulta, eta avanzata.
*Senescenza: processo di perdita della capacità di funzionare correttamente a livello cellulare con evidenti ripercussioni macroscopiche che portano alla morte.-------------------------------------------------------------------------------- (Blogeriatria by Massimo)
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sabato 29 giugno 2013

Piramidi alimentari; l'alimentazione nell'anziano è differente?

Esistono delle indicazioni specifiche per quanto riguarda la buona alimentazione nelle età più avanzate della vita?
E' questa la domanda che questo Blog dedicato alla Geriatria oggi si pone.
In effetti esistono degli schemi che sono stati concepiti per ricordare agli anziani i bisogni di un organismo che invecchia, con tutte le sue particolarità.

E' interessante notare subito che emerge chiaramente che quello che davvero varia in cima alla piramide specifica degli anziani è che si trovano ora alcuni micronutrienti come calcio, vitamina D e vitamina B12. In effetti questi sono elementi fondamentali per la salute delle ossa nonchè la preservazione delle funzioni cognitive.
Se davvero si vuole però fare una distinzione ed un discorso organico si può dire che la differenza tra la dieta dell'anziano e quella dell'adulto sano è fondamentalmente di tipo quantitativo e che se è vero che si assiste ad un minor fabbisogno energetico non bisogna però sconvolgere il fabbisogno degli elementi e dei costituenti da introdurre.

Ricordiamoci a questo punto che gli alimenti ricchi di fibre e quelli che contengono farine integrali, a partire dal pane, favoriscono la motilità intestinale e prevengono vari disturbi e che nell'anziano la stipsi non è un problema da sottovalutare, specie quando è associato a condizioni di scarsa mobilità e scarso introito idrico.
Dunque è evidente che gli anziani debbano continuare a svolgere attività fisica in modo regolare per combattere l’obesità e le altre patologie specifiche dell'età che avanza. In quest'ottica e' consigliabile eseguire esercizi di moderata intensità come il giardinaggio, le passeggiate, e magari perchè no: il ballo, utile anche per la socializzazione.
Massima importanza, come sempre quando si parla di anziani, è tenere a mente il discorso della giusta  idratazione ricordando che il senso della sete si attenua via via che si va in là con gli anni, mentre la richiesta di liquidi da parte del corpo è la stessa e anzi, in circostanze particolari come la stagione estiva, aumenta e va aumentato anche con l'aiuto e lo stimolo dei familiari o della badante.
Un trucchetto per aumentare l'introito idrico e non solo è quello di modificare in base alla stagione l'assunzione degli alimentii preferendo ovviamente in estate frutta e verdura, minestre e succhi.

Adesso facciamo dunque il punto: che cosa mangiare?

Tante farine e cereali integrali, come il pane e il riso integrale;
molta verdura dai colori brillanti, come carote e broccoli;
molta frutta dal colore vivace, come mirtilli e melone;
qualche latticino o yogurt e latte con poco lattosio;
qualche porzione di legumi, noci, pesce, carne bianca, uova;
condire sempre con oli vegetali liquidi con pochi acidi grassi saturi;
ricordarsi di bere molti liquidi (acqua);
svolgere attività fisica regolare.

Infine nei casi opportuni è bene sentire il parere dello Specialista Geriatra o del proprio Medico di medicina Generale ed  integrare la dieta con integratori liquidi completi di tutte le vitamine e i sali principali.


domenica 5 maggio 2013

Tiroide in età avanzata. Un problema ancora poco noto fra le persone anziane.

Molto spesso nelle persone anziane i caratteristici segni e sintomi di molte malattie sono frequentemente assenti e le patologie, come abbiamo già più volte ripetuto in questo blog dedicato alla terza età dei/nei nostri tempi, si presentano in maniera atipica. Cosi le cadute, l'incontinenza, le vertigini, la confusione mentale, la demenza, la perdita di peso e lo scadimento delle condizioni generali possono in alcuni casi avere delle componenti che se corrette possono se non risolvere almeno ridurre l'insorgenza e l'aggravarsi di alcune problematiche. Fra le malattie che più frequentemente sono difficili da diagnosticare nell'età avanzata ci sono sicuramente le problematiche legate alla tiroide; non tanto perchè oggi non sappiamo che la tiroide nell'anziano può essere fonte di molti problemi o perchè non sia tenuta in debita considerazione, ma perchè a volte si maschera bene dietro altre sintomatologie e per questo spesso non sembra il problema principale.
Le patologie della tiroide dicevamo dunque che possono essere annoverate fra i disturbi endocrini in generale più comuni, e la loro incidenza tende ad aumentare con l’età. Il quindici per cento circa delle donne in età geriatrica presenta una tiroidite autoimmune che molto spesso determina lo sviluppo di ipotiroidismo.
Non è infrequente riscontrare la presenza di noduli, soprattutto nelle aree a carenza iodica, che possono condizionare lo sviluppo di ipertiroidismo.
Il test diagnostico, oggi praticamente routinario anche in virtù dell'esperienza maturata negli anni, che prevede il dosaggio del TSH è l’esame a nostra disposizione più utile. Insieme con il dosaggio delle frazioni libere ed eventualmente degli anticorpi ci consente di inquadrare correttamente eventuali problematiche che successivamente se è il caso potranno essere approfondite insieme con lo specialista endocrinologo e adeguatamente corrette tenendo conto delle interazioni e dei dosaggi adeguati nelle persone anziane.
Ecco perchè è sempre importante sentire il parere dello Specialista Geriatra e così poter eseguire una valutazione multidimensionale che tenga in debito conto tutti gli aspetti e si possa infine arrivare ad una sintesi che sia in equilibrio e tesa al benessere complessivo della persona.




venerdì 3 maggio 2013

Ritardare il declino funzionale e cognitivo cercando di mantenere l'autosufficienza e la miglior qualità di vita. Idee che nascono lontano nel tempo e sono arrivate fino a noi oggi.


Ritardare il declino funzionale e cognitivo cercando di mantenere l'autosufficienza e la miglior qualità di vita.
da dove vengono queste idee? Chi ha gettato il seme?

La geriatria nasce per il fondamentale contributo di un uomo ed una donna che ttutavia sono poco noti; potremmo dire che essa ha nella sua storia un papà ed una mamma.

E' molto interessante sapere per esempio qualcosa in più sulla vita e le opere ed il contributo innovativo del pioniere britannico della geriatra, il chirurgo dottoressa Marjory Warren, Lei ha promosso quella che noi oggi definiremmo la riabilitazione multidisciplinare e complessiva dei pazienti anziani, e ha sottolineato l'importanza de i problemi economici, sociali, e morali connessi con la loro cura. Lei, a suo tempo, era particolarmente preoccupata per la riabilitazione di pazienti emiplegici e amputati e impegnata per favorire la medicina preventiva, la responsabilità del paziente, edel la casa di cura. Ha sottolineato la necessità della geriatria di mantenere uno stretto legame con la medicina generale e dei suoi programmi di formazione. I suoi metodi innovativi, gli scritti influenti, il lavoro del comitato, e la forza personale, sono stati fondamentali per l'evoluzione della moderna geriatria britannica e della medicina riabilitativa.

Ignatz Leo Näscher (vissuto in America e di origini Austriache) invece può essere considerato un pò il Papà della Geriatria.

Egli scrisse che suggeriva il termine “Geriatria” come nuovo vocabolo che:
 “vorrei suggerire come aggiunta al nostro vocabolario per coprire in età avanzata lo stesso campo che è coperto con il termine di pediatria nell'infanzia e per sottolineare la necessità di considerare la senilità e le sue malattie e di assegnargli un luogo separato in medicina”.
Näscher riteneva che "la senilità è un periodo distinto della vita, un'entità fisiologica tanto così come il periodo di un bambino "
Dr. Näscher si può dire che è stato fra i primi sostenitori della necessità della nascita della specializzazione distinta ritenendo che la malattia e le cure mediche degli anziani dovrebbero essere considerate a parte.

Näscher aveva osservato un antipatia fondamentale verso gli anziani nella società: "L'idea di inutilità economica infonde uno spirito di irritabilità se non inimicizia contro l'impotenza degli anziani."








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mercoledì 1 maggio 2013

Cos'è da considerarsi "normale" nel rilevare i principali parametri vitali?


Capita a volte di accusare e non saper riferire correttamente i propri sintomi o quelli delle persone che ci sono accanto poichè non teniamo in debito conto la normale funzionalità dell'organismo
Ma la rilevazione corretta dei parametri vitali è fondamentale ad esempio quando vogliamo raccontare al nostro medico quali sono secondo noi le anormalità che potrebbero permettergli di capire qualcosa in più sulle nostre problematiche.
In alcuni casi poi come nelle emergenze è fondamentale conoscere almeno sommariamente la procedura di rilevazione dei parametri vitali
Cerchiamo di fornire qualche informazione di utilità pratica:

  • Pressione arteriosa

 Normalmente viene misurata con un apparecchio chiamato sfigomomanometro. Attenzione perchè la rilevazione della pressione arteriosa è bene che venga eseguita seguendo alcune regole basilari (meglio conoscere dove posizionare il bracciale e come rilevare correttamente i toni.)

La pressione arteriosa minima e massima,
 in condizioni normali è circa 80-90mmHg per i valori diastolici e di circa130-140 mmHg.
 Si può parlare e dunque preoccuparsi  in caso di rilievo di valori molto bassi, se i valori di pressione arteriosa minima e massima scendono rispettivamente sotto i 60 e i 90 mmHg.



  • La frequenza cardiaca,

invece deve mantenersi normalmente tra 60 e 100 battiti al minuto (bpm). Sotto i 60 bpm si può  parlare di rallentamento eccessivo e dunque di bradicardia mentre sopra i 100 bpm si parla di frequenza troppo alta o tachicardia.
L'assunzione di alcuni farmaci può influenzare la frequenza cardiaca.


  • Frequenza respiratoria

La frequenza respiratoria in condizioni normali è di 12-20 atti respiratori al minuto. Sotto i 12 atti respiratori al minuto si può parlare di rallentamento degli atti respiratori e dunque più correttamente di bradipnea, mentre sopra i 20 si parla di tachipnea. In caso di bradipnea e o tachipnea di nuova insorgenza è meglio avvisare il personale qualificato.

  • Temperatura corporea

Tutti forse conoscete tanti degli strumenti oggi disponibili per la rilevazione della temperatura corporea.
Molti di essi necessitano di alcuni banali accorgimenti per essere gestiti correttamente, dunque usate apparecchi che conoscete bene o prestate attenzione alle modalità di uso.
In condizioni normali la temperatura corporea deve mantenersi tra i 36,6 e 37,4 °C. Nel caso di temperatura corporea superiore a circa 37,4 °C si parla ovviamente di febbre.


  • La glicemia,
del paziente (valori di riferimento 74 - 110 mg/dl) viene determinata normalmente mediante apparecchiature domiciliari. Con una lancetta apposita o un ago appuntito si pratica una lieve puntura sul polpastrello e si fa depositare la seconda goccia di sangue sulla striscia reattiva inserita nell'apposito apparecchio che segnala il risultato della concentrazione di zuccheri nel sangue del paziente.
E' importante conoscere e agire correttamente ad esempio quando si rilevano valori molto bassi di glicemia.
Anche valori molto alti specie in soggetti non in trattamento sono molto pericolosi e bisogna opportunamente avvisare il personale qualificato ed eventualmente procedere per il ricovero.
In alcune situazioni infine è utile soffermarsi se il paziente è:
cosciente, orientato, confuso, soporoso, non cosciente ed inoltre se all'esame ispettivo appare pallido, sudato, sofferente in alcuni distretti.

Nelle persone anziane è sempre utile conoscere e saper riconoscere correttamente le variazioni dei pricipali parametri vitali anche per poter gestire al meglio la pluralità delle patologie e la complessità della vita dei nostri nonnetti.
Questo blog e questo post non sostituiscono in alcun caso il parere del vostro Medico di Medicina Generale e dello Specialista  e sono informazioni di carattere divulgativo.


lunedì 22 aprile 2013

Senescenza ed immunologia. Sentiremo parlare ancora di questi temi?


Sull'invecchiamento negli ultimi anni si cominciano a tracciare alcune strade poiché è stato possibile identificare alcuni fattori che contribuiscono ed icidono sulla morbilità ed sulla mortalità. La strada da battere tuttavia è ancora lunga.
la riflessione è che se oggi viviamo molto a più lungo di qualche secolo fa è perchè, da tempo con l'aiuto della ricerca, si è cominciato ad aprire un varco per il progresso dell'uomo.
Tornando al tema possiamo dire che può esistere ed essere messa in evidenza una possibile relazione tra le influenze sociali, l'ambiente, lo stato psichico, lo stato funzionale e la sopravvivenza. Si conosce da tempo inoltre come l'istruzione e il reddito e i comportamenti conseguenti del soggetto anziano possano influenzare il suo stato di salute complessivo.
Emerge inoltre (anche se sono decenni che si parla di queste ipotesi) il ruolo che potrebbe avere il progressivo deficit della funzione immunitaria.
E' noto che l'invecchiamento è  associato ad una diminuita funzionalità di vari organi e sistemi fisiologici, compreso il sistema immunitario.
Come abbiamo già detto, si parla da qualche tempo di  immunosenescenza” per identificare le modifiche della funzione immunitaria legate all'’età. L’'immunosenescenza non sembra tuttavia essere un processo semplice ed è certamente legato al rimodellamento dei tessuti e dei sistemi corporei (che è parte del processo biologico della vita stessa).
Dunque forse in questa fase ci sono più domande che risposte.


- ma se un declino della risposta immune correlato all'’età aumenta la suscettibilità alle infezioni ed è legato ad un rischio di maggiore gravità di malattia negli anziani e si associa a numerose comorbilità, ai fattori di inadeguata nutrizione e che addirittura compromettono anche l'’efficacia delle vaccinazioni rappresentando un problema per la salute pubblica allora evidentemente si deve cercare di studiare meglio come proteggere il “sistema” da questo cambiamento inopportuno e possiamo favorire la ricerca su questi temi per potenziare con gli opportuni accorgimenti un fisico che cambia ma che può anche essere aiutato?.



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Questo blog è a carattere divulgativo e non sostituisce in alcun modo il parere del Medico di Medicina Generale e la visita Medica Specialistica.


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Favoriamo la Ricerca Scientifica ed il progresso Medico 
(siate scrupolosi osservatori e controllate dove finiscono le vostre donazioni).

martedì 9 aprile 2013

Muoviamoci insieme.....................contro la demenza senile


E' luci d'emergenza accese in diverse parti del mondo in questi giorni, relativamente ai costi insostenibili ed alle problematiche mediche specifiche inerenti l'invecchiamento della popolazione nel mondo avanzato, lo sviluppo di malattie legate ad essa ed in particolare la demenza senile  ed è sempre di questi giorni la notizia di tante iniziative diverse di ricerca scientifica e di ricerca sociale ed ancora di migliori cure farmacologiche possibile e migliore gestione sociale del problema......(da trovare insieme e da legiferare in comune)

Muoviamoci anche noi .....intanto.... iniziando a prendere coscienza collettiva del problema e poi..........proponendo i nostri saperi e mettendo in comune dubbi e visioni.......


mercoledì 27 marzo 2013

Il magnesio in tanti processi ed in molte malattie....... può essere utile conoscerlo. A volte è utile l'integrazione alimentare o farmacologica.


Il magnesio è coinvolto in numerosissime reazioni biochimiche, specie sull’attività degli enzimi, agendo sulla fisiologia e sul metabolismo.
Interagisce con la presenza di potassio e calcio nel corpo e insieme con gli altri è utile dosare anche questo elettrolita così da avere un quadro più completo. E' vero che spesso grazie ai depositi ci sono poche variazioni ma è altrettanto vero che è meglio usare prudenza.
Si diceva dunque che possiede molte proprietà come ad esempio quelle antibatteriche. Inoltre è un immagazzinatore di energia.
Agisce anche come antiacido.

L'ipomagnesemia si può riscontrare in situazioni come l'alcolismo, negli atleti, o per eccessiva assunzione di calcio; inoltre in situazioni come: eccessiva assunzione di caffeina, nel diabete,  nella diarrea, nella disbiosi, in corso di terapia con diuretici, ed anche in caso di sudorazioni esagerate.
L’alcol consuma il magnesio.
Il magnesio è utile negli anziani in caso di astenia e carenze di memoria. Nell'Alzheimer il magnesio inoltre contrasta la presenza di alluminio nel cervello.
Nei post precedenti abbiamo scritto di invecchiamento e cuore e ora in questo post possiamo constatare che quando il cuore invecchia si riducono i livelli di magnesio e aumenta il calcio depositato.
Per quanto riguarda il meccanismo e la fisiologia semplificando, per capire, si può dire che il magnesio favorisce il rilassamento del cuore così come il calcio favorisce la contrazione.
Nel Diabete Mellito c'è una forte eliminazione del magnesio ed una sua integrazione favorisce una migliore gestione della problematica e della terapia.
Nella Febbre questo elemento è utile per le sue proprietà antibatteriche.
Infine per quanto riguarda gli anziani il magnesio può contribuire a rallentare significativamente il processo di invecchiamento.
Per quanto riguarda lo scheletro il magnesio è contenuto prevalentemente nelle ossa e partecipa alla fissazione del calcio.
Con la naturale maggior perdita di magnesio nell’invecchiamento aumentano i fenomeni di infiammazioni e calcificazioni e non solo questi.
Concludendo possiamo dire che spesso si parla poco di questo elettrolita che si trova nei legumi, nei cereali integrali e nella frutta secca. Ne sono ricchi anche i vegetali a foglie verdi e le banane. Nel complesso, diete ricche in vegetali e cereali non raffinati hanno un contenuto di magnesio maggiore rispetto a quello di diete ricche di carni.

Per saperne di più sentite il parere del vostro Medico di Medicina Generale e dello Specialista Geriatra.








sabato 23 marzo 2013

Fragilità; quando i nonni perdono le riserve .......


La fragilità si riferisce a una perdita di riserve fisiologiche che rende una persona incapace del tutto od in parte a far fronte alla situazione di disagio con perdita parziale o totale delle autonomie. Non esiste ancora una definizione univoca e sono molte le interpretazioni che vengono date al concetto di fragilità. La caratteristica comune della fragilità  comunque è quella di un quadro caratterizzato da debolezza,dynapenia, perdita di peso, distruzione muscolare (sarcopenia), intolleranza allo sforzo, cadute frequenti, immobilità, incontinenza e instabilità e scarso controllo efficace e risposta soddisfacente nelle malattie croniche.
Importante è ricordare che la scelta migliore è un approccio multidimensionale e  multisciplinare che valuti il soggetto singolo nella sua complessità di persona ed in particolare si cerchi di correggere gli squilibri tenendo conto di tutti i fattori in gioco.
L’esercizio fisico e la fisioterapia ed una dieta sana sono aiuti utili per prevenire o ridurre la fragilità. L’esercizio fisico può aiutare a ridurre il rischio di diventare fragili per i giovani e il rischio di ulteriore perdita funzionale per le persone anziane con perdite funzionali. Sempre più le ultime evidenze vanno in questa direzione. Gli anziani che praticano esercizio aerobico regolare (p. es., camminare, nuotare, correre) presentano una notevole riduzione della mortalità e hanno un declino funzionale ridotto in confronto a quelli che sono sedentari. L’allenamento consente inoltre di aumentare la massa ossea, mentre diminuisce il rischio di cadute e di fratture.
La dieta infine (magari studiata con l'aiuto di un Medico Nutrizionista in base alle patologie in atto, come ad esempio è il caso di soggetti con  grave insufficienza respiratoria o grave insufficienza renale) può prevenire o aiutare notevolmente e tenere sotto controllo il rischio di sviluppare disordini che contribuiscono alla fragilità.
Forse è bene ricordare che una integrazione con complessi multivitaminici specie nei cambi di stagione può essere utile anche nel paziente anziano.
E' fondamentale comprendere che una persona fragile ha scarsa riserva funzionale e necessita di assistenza e monitoraggio e magari di frequenti variazioni di terapia.  Se avete a casa un soggetto Fragile sentite sempre il parere del vostro medico di Medicina Generale o del Vostro Specialista Geriatria.




Questo Blog è a carattere divulgativo e non sostituisce in alcun modo la visita Medica e dello Specialista.

venerdì 22 marzo 2013

Cosa succede a cuore, reni, polmoni, stomaco invecchiando?


Con l'invecchiamento si assiste alla diminuita crescita di peli e unghie, alla generale riduzione della risposta infiammatoria, alla ridotta capacita di sudorazione, al ritardo della guarigione e della cicatrizzazione, all'alterata regolazione termica,  alla perdita di elasticità della cute, alla formazione di macchie sulla pelle dovute ad una distribuzione anomala della melatonina.
Si riduce inoltre la massa muscolare ed il numero delle fibre ed aumenta il collagene interstiziale.
Si assiste progressivamente al malfunzionamento degli organi che consumano zuccheri come il cervello, la midollare del surrene, i globuli bianchi e globuli rossi.
Il gusto diminuisce per la perdita delle papille gustative.
cuore: Le coronarie e tutti i vasi arteriosi e venosi vanno incontro ad alterazioni che inducono una rigidità delle parete; la pressione arteriosa, sia quella minima, sia quella massima, aumentano progressivamente; la quantità di sangue espulsa ad ogni contrazione cardiaca e quella espulsa per minuto (gittata cardiaca = gittata sistolica x frequenza dei battiti cardiaci al minuto), si riducono progressivamente.
Le valvole cardiache si ispessiscono ed a livello coronarico si rilevano delle stenosi.
 La gabbia toracica si trasforma: aumenta la cifosi dorsale, si riducono la superficie e il volume degli alveoli e si perde l'elasticità.  Aumenta inoltre la secrezione delle ghiandole mucose delle vie aeree.
La perdita dei denti,  le alterazione della masticazione, e poi la salivazione ridotta sono insieme alla riduzione della peristalsi ed al ritardato svuotamento gastrico oltre che al minor assorbimento, alla secrezione acida ridotta, ai villi intestinali ridotti in altezza e aumentati in larghezza, nonchè all'assorbimento lento di vitamina D, le problematiche dell'apparato digerente che poi si ripercuotono in maniera sistemica e che maggiormente influenzano un invecchiamento fisiologico ed uno patologico e creano problematiche d ogni livello (si pensi all'osteoporosi).
 - Il cervello sembra che si riduca di volume e si dice comunemente che viene persa la materia grigia; anche la secrezione dei neurotrasmettitori si modifica. Le modifiche che avvengono a livello cerebrale in realtà sono ancora oggetto di studio e meritano approfondimenti crescenti (molto poco sappiamo ancora di come funziona il nostro cervello).
A livello dell'apparato urinario si assiste alla perdita progressiva dei nefroni, alla riduzione della vascolarizzazione dei glomeruli e dell’apparato iuxtaglomerulare con conseguente riduzione della filtrazione glomerulare etc.
Dal punto di vista ormonale si parla di ridotta produzione degli ormoni tiroidei; in particolare si assiste ad una riduzione della produzione di T3 per riduzione della secrezione dalla ghiandola e per ridotta conversione periferica.
Tutto questo ovviamente è motivo di attenzione quando si visita una persona anziana e tutto questo contribuisce e costituisce motivo di perdita di autonomia e di autosufficienza; ecco perchè è importante sentire sempre il parere del proprio Medico di Medicina Generale e dello Specialista Geriatra.



mercoledì 2 gennaio 2013

Blogeriatria; un obiettivo comune con tutti voi nel 2013 da sviluppare insieme!!! per trasformare la terza età in una nuova fantastica età piena di opportunità.


Restare attivi, andare a fare compere se si può e non farsi aiutare nelle piccole faccende domestiche quando non è strettamente necessario; fare il piccolo sforzo di non mandare il nipotino a rispondere al portatile ed alzarsi dalla comoda poltrona massaggiante regalata dal figlio premuroso per aprire al postino invece di aspettare altri che si muovano prima.
Mettersi in tasca qualche soldo ed andare a comprare il pane anche quando può risultare pesante e ci sono sistemi più comodi.

 Rivolgersi al medico quando necessario e attivarsi per arrivare allo studio con i propri mezzi.
 Passare ogni tanto in libreria dove si trovano sempre un paio di titoli interessanti e non guardare sempre i soliti canali televisivi ma approfittare delle nuove offerte come i canali tematici che approfondiscono temi di storia e di scienze.

..........................................................................................ogni tanto leggere un buon consiglio magari su un blog di geriatria e perchè no direttamente da: Blogeriatria.

Pensare in modo positivo e sentirsi sempre partecipi della famiglia e della società in generale ed ancora considerare importante il proprio parere ed il proprio voto; aiutare i nipotini nei compitini e magari progettare una bella gita al mare o in montagna da vivere almeno un paio di volte l'anno.

Se poi a volte in famiglia vi tocca ingoiare qualche rospo ricordate che:
"Da un uomo grande c’è qualcosa da imparare anche quando tace." almeno questo è quello che sosteneva Seneca e perchè non credere ad un uomo saggio?

Meglio mangiare un piccolo quadratino di cioccolato (se non si è diabetici!!!) e pensare alla memoria.

martedì 11 dicembre 2012

Le feste di Natale e gli auguri extra - ordinari di blog - Geriatria

     

Un pensiero a tutti quei ricercatori che lavorano ogni giorno per permettere il progresso della scienza e l'avanzamento delle conoscenze ed il miglioramento delle cure.

lunedì 8 ottobre 2012

Ringiovanire le cellule era una fantasia ed invece....

Ci sono momenti nella storia in cui si è partecipi di qualcosa che ci fa sentire più grandi delle circostanze perchè si stanno vivendo quegli attimi cosmici che saranno ricordati per sempre per aver cambiato la direzione degli eventi ed aver segnato il passaggio dalla fantasia e la fantascienza alla possibilità che si possa parlare di metodo scientifico e dunque di scienza.
E' il caso del Nobel per la Medicina assegnato quest'anno, che ci fa cambiare completamente la prospettiva sulle possibilità di cura e magari un giorno potrà rivoluzionare l'idea sull'invecchiamento come è inteso oggi.
Il cammino per arrivare a risultati concreti è ancora tanto lungo e probabilmente siamo nella fase più che pioneristica, ma ci svegliamo al mattino
con rinnovata fiducia disposti a lavorare per raggiungere sempre un miglioramento che favorisca la salute completa della Persona.
Oggi, domani e sempre ricordiamoci infine di favorire la ricerca e di fare in modo che il progresso sia fruibile per tutti.


sabato 29 settembre 2012

Emorroidi negli anziani; non solo stipsi.


In seguito all'aumento di pressione dell'area ano-rettale (gravidanza, sforzi ripetuti) si può assistere alla dilatazione delle vene del retto e dell'ano ed a volte si possono avere dei sanguinamenti, delle infiammazioni e delle trombosi. Le emorroidi si dividono a seconda della localizzazione, delimitata dalla linea ANO-RETTALE, in emorrodi interne ed esterne.
La stipsi che è un problema che abbiamo già analizzato in precedenti post può essere una causa di manifestazione di emorroidi che deve essere adeguatamente trattata e gestita nel tempo ma spesso il problema delle emorroidi è sottovalutato in alcune situazioni cliniche come nello scompenso cardiaco che è una patologia di frequente riscontro nella popolazione geriatrica e può essere una fonte di ulteriore disagio per il paziente anziano che peraltro può non essere in grado di riferire correttamente i sintomi e per questo ci si potrebbe accorge in ritardo della problematica così da impedire un intervento tempestivo.
Le emorroidi possono sanguinare; banalità, ma spesso ci si accorge del sangue rosso vivo dopo la defecazione; è importante rivolgersi al proprio medico di fiducia e allo specialista per riferire sintomi e per una diagnosi differenziale che tenga conto anche di altre problematiche che possono manifestarsi con sangue nelle feci.
Nei pazienti anziani allettati bisogna prestare inoltre particolare attenzione al dolore, all'anemizzazione ed alla formazione di ascessi e fistole. (tener conto delle complicanze: sindrome da allettamento......)

Se il Medico lo riterrà opportuno vi prescriverà altri esami e se invece la diagnosi sarà confermata, allora diversi potranno essere i trattamenti da mettere in atto anche a seconda delle condizioni generali e nell'ottica di un approccio multidisciplinare (parere del chirurgo) e multidimensionale.


(E' importante non sottovalutare il problema del sangue nelle feci e per questo è fondamentale comunque segnalare il problema al proprio medico di fiducia e magari approfondire con ecografie ed altri esami strumentali etc.)


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Una passeggiata fra i ricordi
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lunedì 17 settembre 2012

La funzionalità del rene nell'anziano; cos'è la creatinina?


I pazienti anziani spesso si presentano con un quadro nel quale la funzione renale è più compromessa di quanto non appaia anche dagli esami di laboratorio (creatinina).

Bisogna considerare congiuntamente tutti i singoli determinanti del filtrato glomerulare e cioè creatininemia ( la clearance della creatinina diminuisce di quasi 1 ml/min all'anno dopo i 40 anni ), l'età, il peso e il sesso per avere un quadro completo della situazione renale.

In generale l'anziano presenta un quadro con alcune caratteristiche proprie che vanno dalla riduzione del filtrato glomerulare, che si aggira intorno al 30-40% dei valori ritenuti normali per persone di età adulta, alla riduzione del peso dei reni fino alla riduzione del numero di glomeruli.

ll valore plasmatico della creatinina, che è il parametro più comunemente usato per valutare la funzionalità renale, è in pratica la rappresentazione numerica dell'equilibrio delicato che si instaura fra gli organi che la producono, come ad esempio i muscoli e quelli che la eliminano e cioè il rene.

Con l'avanzare dell'età le masse muscolari però si riducono ed anche il potere di depurazione del rene diminuisce per cui a valori sierici costanti di creatinina, corrisponde in realtà dal punto di vista pratico una depurazione in riduzione che significa di fatto che il rene funziona meno di quanto non sembri.

Pertanto per  avere un idea più precisa della funzionalità renale dell'anziano bisogna ricorrere al calcolo del filtrato glomerulare attraverso la formula di Cockroft e Gault, ma esistono anche tabelle ed altre formule che servono a meglio prendere atto di tutti i parametri in gioco ed attribuirgli il giusto peso reale.

Il messaggio che il POST vuole trasmettere è che l'età avanzata costituisce di per se un fattore di rischio per lo sviluppo di insufficienza renale; bisogna dunque tener presente che le modificazioni della funzione renale derivano da numerosi fattori diversi come ad esempio il fatto che i pazienti anziani assumono più farmaci dei giovani e che gli effetti collaterali dei farmaci attribuibili ad una riduzione dell'escrezione renale sono più frequenti tra gli anziani proprio per i motivi sopradescritti ed infine che la funzione renale di soggetti anziani risulta più vulnerabile agli insulti.

In sostanza, in ultimo ma non ultimo per importanza, è bene ricordarsi che è sempre utile una valutazione accurata con il proprio Specialista di Fiducia e con Il Medico di Medicina Generale per considerare tutti gli aspetti della propria situazione e magari evitare anche di assumere qualche farmaco non proprio necessario o semplicemente provvedere ad aumentare l'introito idrico e fare qualche ragionamento personalizzato  sulla situazione della singola persona (magari di tipo dietetico) o sulle altre patologie presenti in associazione (ipertensione arteriosa, diabete, etc).






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venerdì 14 settembre 2012

Demenza: la stimolazione cognitiva; un "viaggio" nella memoria può essere un aiuto utile?

La perdita di memoria è un problema che affligge una fetta di popolazione sempre più ampia in particolare per problematiche legate ad aspetti demografici. In una società che cambia rapidamente e che  desidera essere più attiva e più partecipe è bello provare a proporre strade innovative e curiose, se possibile anche divertenti e perchè no, che abbiano uno spirito ludico che potrebbe risultare un valore aggiunto.

Ma arriviamo al punto: recentemente la rivisitazione di diversi studi ha condotto alla conclusione che le terapie di stimolazione cognitiva possono avere effetti benefici sulla memoria e sul pensiero in soggetti affetti da demenza.
Diversi erano gli studi e diverse erano le attività utilizzate per stimolare il pensiero e la memoria.

Dall''Austrialia, rimbalzano intanto notizie relative all'utilità del computer per aiutare il cervello degli anziani a mantenersi attivo.

Da e con queste premesse, BloGeriatria vuole osare con questo POST ed altri che potranno seguire se ci saranno positivi riscontri, un tentativo di innovare, andando oltre le strade note e proponendo un approccio più coinvolgente ed un esperienza di "viaggio"-"virtuale" nella memoria vecchia ed in un mondo "fantasioso", da afferrare a seconda delle proprie disponibilità cognitive ed educazionali oltre che della propensione alla novità ed alla sperimentazione.

Per questo, se avete voglia di trascorrere qualche decina di minuti mettendovi in Gioco, l'invito è a visitare questo BLOG al link che potete cliccare qui, immaginando di proiettarvi all'interno di uno Spazio che potrà permettervi se lo vorrete, un viaggio nella memoria ed un volo di fantasia e che potrete anche condividere  con altri membri della famiglia, in modo da ottenere magari in aggiunta, il risultato di coinvolgervi in una discussione utile a richiamare anche nomi e situazioni passate ed ancora permettervi un momento di ulteriore socializzazione che non rimanga solo un invito asettico ed un consiglio in un ambiente professionale, ma diventi un atto concreto, con la speranza, non nascosta, che diventi anche utile.

         Partiamo?

Sai dire come erano fatti questi cesti e da chi?









                      Arriverderci da:

sabato 8 settembre 2012

La vaccinazione antinfluenzale è consigliata nei soggetti anziani?


(Ad approfondimento di quanto accennato nel post precedente)

La vaccinazione antinfluenzale è consigliata, anche e non solo, nei soggetti con età superiore ai 65 anni (ma questo blog si occupa in particolare di Geriatria e pertanto focalizzerà l'attenzione sul particolare tipo di popolazione in oggetto).
Essa è inoltre ancora più fortemente raccomandata se questi soggetti hanno le seguenti patologie associate:
  • malattie dell'apparato cardiocircolatorio
  • malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio
  • soggetti con diabete mellito e altre malattie metaboliche ed inoltre negli obesi
  • malattie dell'apparato urinario con insufficienza renale
  • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
  • malattie oncologiche attuali o pregresse
  • malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o dal virus dell'AIDS (HIV)
  • malattie infiammatorie croniche e malassorbimenti intestinali
  • patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
  • patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (per es. malattie neuromuscolari)
  • Soggetti di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti
  • Familiari e contatti di soggetti ad alto rischio
  • Personale che, per motivi occupazionali, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani: allevatori, addetti all'attività di allevamento, addetti al trasporto di animali vivi, macellatori e vaccinatori, veterinari pubblici e libero professionisti.
(L'elenco delle categorie non è da 
considerarsi completo 
ma sia utile a  scopo divulgativo e finalizzato 
ad una sensibilizzazione per una  popolazione Geriatrica. 
Si coniglia di sentire sempre il consiglio 
del proprio Medico di Fiducia)

Pertanto le persone anziane, specie se hanno comorbilità associate, hanno alta probabilità di trarre beneficio in termini di riduzione di complicanze se si sottopongono alla vaccinazione antinfluenzale.

Per dubbi ed incertezze si consiglia come sempre di sentire il parere del proprio Medico di Medicina Generale e dello Specialista Geriatra.



venerdì 7 settembre 2012

Nel tentativo di essere utili, ecco a voi il richiamo di alcuni semplici consigli sulle precauzioni da mettere in pratica per difendersi dall'influenza.

Anche per favorire l'utilità sociale di Internet e poichè in questo momento incominciano ad uscire le prime notizie sulle caratteristiche della nuova influenza stagionale e si riparte con le preoccupazioni, Blog-Geriatria prova a fare qualcosa di concreto ed inizia a rimarcare di prestare un po' attenzione ai gesti quotidiani e di prevenzione.

E ricordate che le persone anziane devono prepararsi con particolare attenzione al possibile rischio di influenza poichè può essere una condizione prodromica di altre complicazioni più gravi. Per questo è bene sentire in anticipo il proprio Specialista di Fiducia ed il Medico di Medicina Generale per valutare quali sono gli altri accorgimenti (magari può essere utile prepararsi in anticipo rinforzando i meccanismi di difesa propri, assumendo integratori alimentari e vitamine!!!) ed esami particolari da prendere in considerazione in tutte quelle situazione di complessità che l'avanzare dell'età porta con se e che il caso specifico richiede eventualemente di approfondire.

Ma andiamo ai consigli pratici:
  •  Coprirsi naso e bocca con un fazzoletto dopo aver starnutito; buttarlo subito dopo l'uso in appropriati spazi.
  •  Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone (vanno bene anche i detergenti in vendita presso faramacie e sanitarie se siete in emergenza) per un tempo di almeno 15 secondi, soprattutto dopo aver tossito o starnutito o aver frequentato locali pubblici.


           - Lavarsi le mani dopo aver salutato un amico non è un atto di scortesia............................................................................................per continuare a leggere vai al LINK 

lunedì 3 settembre 2012

Alcuni semplici consigli per proteggersi dalla Demenza

In questo post sono riportati alcuni semplici consigli per proteggersi dalla Malattia di Alzheimer.
Molti altri emergono ogni giorno ( ad esempio: il cacao può aiutare a ridurre il deficit cognitivo? è anti-Alzheimer?)

Intanto ecco un elenco di consigli utili per favorire la protezione:

  • Mangiare frutta e verdura in quantità
  • Integrare con vit C, B12, Folati, Vit E.
  • Praticare attività fisica regolare (ma basta anche mezz'ora di passeggiata al giorno)
  • Stimolare la mente con esercizi (enigmistica ad esempio) e magari applicarsi nelle nuove tecnologie (esistono anche degli appositi programmi)  -Molti sono gli strumenti che possono essere messi in campo in questo senso e si deve fare ancora un notevole sforzo in questa direzione per accrescere la consapevolezza anche dei familiari e del caregiver in particolare. (Molti di questi Strumenti sono semplici; a volte conoscendoli ci si chiede del perchè non ci si è pensato prima) ->  Consultate il Vostro Specialista di Fiducia.
  •  Eseguire controlli specialistici frequenti e misurare la pressione arteriosa
  • Eseguire periodiche visite specialistiche per vista ed udito
  • Evitare eccessi e soprattutto evitare l'alcool
  • Curare la depressione
  • Sentire il parere dello Specialista Geriatra relativamente alle Terapie che si assumono.

sabato 25 agosto 2012

Come funziona il sistema linfatico?

Il sistema linfatico lavora per combattere gli attacchi alle sostanze ritenute estranee all'organismo e lo fa in rete usando snodi propri (i linfonodi) e in associazione e cooperazione con timo, milza, midollo osseo, fegato, appendice e placche di Peyer che si trovano nell'intestino tenue.
Dunque il sistema linfatico, come si diceva sopra, lavora in un network dove i linfonodi sono le stazioni collegati dai con-dotti linfatici.
Le sostanze di ritorno dai tessuti dove sono state per fornire nutrimento e ossigeno passano in parte nei vasi linfatici per poi tornare nel circolo ematico.
Nei vasi linfatici sono presenti  i globuli bianche e le sostanze trasportate sono cariche invece anche di batteri, e/o cellule tumorali e cellule morte o danneggiate.
Nei linfonodi ogni giorno si combatte una battaglia per la buona tenuta dell'organismo di fronte alle minacce esterne ed interne.
il sistema linfatico deve provvedere inoltre a riportare in circolo il liquido e le proteine filtrate dai capillari sanguigni e trasferire i grassi assorbiti nell'intestino nella circolazione sistemica.
Tutto questo senza cuore, ovvero senza una pompa come quella cardiaca, ma sfruttando indirettamente il lavoro dei muscoli (mettendoci molto amore!!!).
L'uomo è una macchina parecchio complessa che funziona quando tutta una serie di meccanismi lavorano in sincronismo.
L'età tende a modificare l'assetto di base e lo sforzo quotidiano per mantenersi attivi deve sempre essere quello di cercare di conservare l'omeostasi e favorire l'omeocinesi attraverso l'attività fisica e la corretta alimentazione oltre che cercando di aver cura e amore per l'aspetto psichico che forse più di tutti è utile a favorire i giusti sincronismi.