-La definizione di salute secondo l'OMS: non solo assenza di malattia ma uno stato di completo benessere fisico, psicologico e sociale. Non basta quindi curare ma bisogna prevenire, informare, sensibilizzare, promuovere comportamenti orientati al benessere.
*Invecchiamento: lento e spontaneo processo evolutivo che attraversa le diverse fasi della vita identificate con l'età infantile, pubertà, età adulta, eta avanzata.
*Senescenza: processo di perdita della capacità di funzionare correttamente a livello cellulare con evidenti ripercussioni macroscopiche che portano alla morte.-------------------------------------------------------------------------------- (Blogeriatria by Massimo)
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sabato 7 settembre 2013

Blog Geriatria: si avvicina la festa dei nonni; una riflessione sui tempi che cambiano.

La festa dei nonni viene festeggiata il 2 ottobre e negli ultimi anni questo momento va acquisendo sempre maggiore risalto. E' riconosciuta finalmente, giustamente ai nonni l'importanza che meritano all'interno della famiglia e della società di oggi.
E' importante però sempre ricordare che bisogna costruire intorno a questo evento una serie di iniziative che dia vera sostanza alla giornata e non rimanga e non diventi il solito momento di consumismo, ultimo frutto di una serie di feste per molti anni mal vissute.
E' dunque il momento di una maturazione dei costumi?
Forse è il caso di centrare un momento l'attenzione sul ruolo che i nonni stanno acquisendo oggi all'interno della famiglia e delle nuove emergenti responsabilità educative nei confronti dei nipoti.
Queste responsabilità, che spesso vengono accettate con grande gioia da entrambe le parti in causa, necessitano tuttavia anche di riflessione ed elaborazione condivisa all'interno del nucleo familiare per stabilire un corretto rapporto empatico con il bambino e per favorirne uno sviluppo armonico e rispettoso. 
Dunque l'augurio, per questo evento che si avvicina gioiosamente, è che la festa possa diventare un momento soprattutto di unione e condivisione affinchè tutti possano arricchirsi delle grandi qualità personali individuali offerte dalla preziosa presenza delle altre componente della famiglia.
 Che questa giornata diventi insomma il momento dove ci si possa scambiare emozioni sincere con tranquillità e senza timori in un ambiente dove regni la comprensione vera ed il dialogo schietto; che sia il tempo dove tutti possano sentirsi protagonisti, stimolati a vivere con la famiglia e nella famiglia, all'interno di una società che cambia e che vuole progredire insieme, serenamente verso un futuro migliore, con più rispetto e con l'opportuna partecipazione per favorire la crescita ed il sostegno individuale e collettivo.

mercoledì 28 agosto 2013

Assistere i propri parenti anziani a domicilio. I vantaggi della assistenza domiciliare e della deospedalizzazione precoce

Come assistere meglio i propri parenti anziani quando necessitano di assistenza e cure?. I vantaggi della assistenza domiciliare e della deospedalizzazione precoce.


Negli ultimi anni, come si può evincere facilmente da una qualunque piramide demografica aggiornata, c'è stato un costante incremento della popolazione anziana con il conseguente aumento della richiesta di prestazioni e accompagnato dalla necessità sempre maggiore di contenere le spese che, oggi più che mai, sono sempre più un problema da gestire con attenzione e precisione.
Negli ultimi anni però è andata anche crescendo contemporaneamente l’acquisizione scientifica dei vantaggi delle cure domiciliari che hanno favorito lo sviluppo di servizi sanitari domiciliari con una nuova presa di coscienza anche del personale sanitario. 
 L’ospedalizzazione a domicilio è un tipo di assistenza comunque ad elevato contenuto sanitario, in quanto sostituisce il ricovero tradizionale intramurario per trattare a domicilio malati indirizzati all’ospedale o per continuare a curarli a casa dopo un iniziale periodo di degenza in ospedale.
Sempre più grande è diventato di recente l' interesse nei confronti dell’ospedalizzazione a domicilio specie in ppaesi attenti a questo tipo di problematiche come la Gran Bretagna, gli Usa ed Israele.

Sembra sostanzialmente si possa dire con una certa sicurezza che, l'assistenza a domicilio favorisca un minore numero di reingressi in ospedale nei pazienti seguiti in ospedalizzazione a domicilio rispetto ai pazienti che sono stati ricoverati in degenza tradizionale, sia per quanto riguarda il miglioramento dello stato funzionale sia di quello affettivo.


Pazienti anziani affetti da ictus ischemico in fase acuta ad esempio ad un anno di distanza e seguiti con questo tipo di cure, sembrano giovare di

  •  un minor ricorso all’istituzionalizzazione 
  • un minor numero di reingressi in ospedale 
  • un miglioramento del tono affettivo più significativo rispetto a quelli ricoverati in reparto.
Anche per quanto riguarda la demenza in fase avanzata si è constatato che il mantenimento a domicilio consente una riduzione dell’utilizzo di farmaci antipsicotici rispetto ai pazienti seguiti in reparti di degenza tradizionale. Tutto questo non fa che confermare ciò che emerge comunque ogni giorno di più dalla letteratura internazionale che sottolinea continuamente come il cambiamento dell’ambiente di vita possa influire negativamente sul comportamento del malato demente .
Quindi per tendere sempre più all'efficienza della cura e all'efficace utilizzo delle risorse, quando è possibile è.... sempre sentito il parere dello Specialista e del proprio Medico di Medicina Generale, dove è realizzabile con reale possibilità di beneficio per il paziente, il trattamento domiciliare per anziani affetti da patologie acute può essere efficace, sicuro, soddisfacente per il paziente ed anche per la sua famiglia .

Oggi si può affermare che l’ospedalizzazione a domicilio può essere considerata una efficace e valida alternativa al ricovero in ospedale. 
Sarebbe auspicabile in questa fase che anche il ruolo dell’Ospedale venga completamente rivisto ed inserito in una rete di servizi che seguono il paziente nella sua storia naturale, applicando un protocollo condiviso di continuità di cura, secondo un modello che potremmo definire Liquido.
Molto dovremo capire nei prossimi anni sulle problematiche delle persone anziane e sul miglior metodo per fornire cure ed assistenza adeguate, nuove degne, integrate, innovative, efficaci ed efficienti,  ma in questa fase è certamente utile approfondire questo discorso che in altri paesi ha già dato benefici all'assistito, ai familiari ed alla società e cominciare a fare davvero qualcosa di concreto fornendo supporto e risorse non solo economiche.











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lunedì 19 agosto 2013

Blogeriatria. Un Blog-servizio per stimolare le capacità cognitive degli anziani. Impariamo qualche termine nuovo e proviamo a tenere attivi i nostri nonni con qualche esercizio?

Allenare il proprio cervello aiuta a mantenere la mente sveglia e allenata e dunque, oltre ad allenare correttamente i muscoli e a camminare almeno mezz'ora al giorno dobbiamo necessariamente provare anche a sostenere  i nostri neuroni:  Ricordiamoci che allenare la mente favorisce infatti la possibilità di non sviluppare la demenza senile.

Diamoci da fare:

Impariamo dunque un nuovo vocabolo?

ANODINO
a-nò-di-no
Qual'è il suo significato?: Analgesico; ma anche privo di carattere.
dal greco: [anodynos], composto da [an] senza [odyne] dolore.
Oltre al semplice significato medico, per cui anodino è ogni farmaco che lenisce il dolore, vi sono altri significati.
Il privativo di dolore diventa il privo di carattere? Come Mai? Molto semplicemente, dal sedativo si passa al sedato.
Sarà quindi anodino chi non prende posizione, quasi intontito, sonnolento, chi per inerzia non si esprime in maniera netta e si comporta invece in maniera fiacca.


Ed ora qualche esercizio?


BLU, ROSSO e GIALLO sono correttamente i tre colori primari ed è a partire da questi che si formano gli altri colori?


Vero
Falso





martedì 13 agosto 2013

Nove oggetti(?) per raggiungere la vera unica ricchezza desiderabile.

Alla serenità nulla contribuisce meno della ricchezza e nulla più della salute diceva Schopenhauer.

Cosa sarebbe tutta la nostra vita senza la possibilità di capirla, di amarla, di apprezzarla attraverso l'elaborazione della mente e come fare per conservare al meglio questo prezioso tesoro che è il nostro elaboratore dati, il computer attraverso il quale conosciamo il mondo?

Ecco allora una serie di alimenti da considerare un vero tesoro ma che sono in fondo solo un piccolo suggerimento per tutti quelli che vogliono nutrire la propria mente dei cibi più adatti per mantenerla efficiente e capace di svolgere sempre correttamente le infinite straordinarie funzioni per cui si è evoluta.
  1. Acqua
  2. Noci
  3. Olio di Oliva
  4. Pesce
  5. Caffè
  6. Rape rosse
  7. More e frutti di bosco
  8. Cioccolato
  9. Aglio
In un prossimo post questo Blog vorrà spiegarvi meglio le straordinarie caratteristiche per cui questi cibi sono dei veri super-alleati per nutrire adeguatamente il nostro cervello.

Adesso é importante invece riportare l'attenzione come abbiamo già più volte fatto in passato sul cioccolato poichè è ancora notizia fresca di questi ultimi giorni che ancora una volta questo oro nero della mente, in un nuovo studio, ha mostrato ancora e dunque riconfermato quanto era già emerso in altre evidenze di far bene al cervello delle persone anziane riattivando la circolazione del sangue e favorendo il recupero delle prestazioni in molte attività cognitive.
Perciò dai ragazzi bere una bella tazza di cioccolato (non troppo zucchero ragazzi!!! quello che conta è il CACAO!!!!!) aiuta a vivere meglio e godersi la bellezza dei giorni.


mercoledì 31 luglio 2013

Ipoglicemia. Piccoli segnali da non sottovalutare.

Magari state assistendo una persona anziana e  con il caldo badate soltanto a farlo/a bere .....e intanto.......allora per non sottovalutare niente:

- ricordatevi delle Ipoglicemie.


Ricordate che se avete a disposizione un apparecchio per valutare la glicemia il lavoro per voi diventa più semplice. Fate subito una misurazione e ripetetela per sicurezza dopo qualche minuto. Valori della glicemia minori di 60 mg/dl diventano pericolosi.

Se invece i sintomi sono vaghi ed avete bisogno di sentire il parere medico allora ricordate che sudorazione, ansia, senso di fame, tremore, palpitazioni, confusione, sonnolenza, torpore devono farvi preoccupare.

Se avete il forte dubbio che l'anziano che state assistendo presenti ipoglicemia o avete già provveduto a fare una misurazione della glicemia è giusto il momento per fargli mangiare un toast e..... mentre lo preparate...... dategli dello zucchero.

Quando le condizioni non vi consentono questi semplici accorgimenti allora avvisate velocemente il medico e chiamate prontamente i soccorsi.

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Per non dimenticare:
L'ipoglicemia non è solo legata a scarso introito alimentare ma si deve sempre guardare al quadro complessivo per cui è importante sapere se:
- l'anziano assume già farmaci ipoglicemizzanti o viene praticata dell'insulina?
- l'anziano assume farmaci che possono contribuire indirettamente a creare ipoglicemie? (e ce ne sono!!!).
-l'anziano è affetto da altre patologie multiple e complesse (es neoplasie) per cui necessita di RI-valutazione specialistica?.



In questi giorni di caldo molte persone che assistono gli anziani restano in casa sole e spesso sono spaventate (a volte confuse). Non dimenticatevi di loro e del loro prezioso contributo alla qualità di vita ed al progresso della civiltà degli anziani.



c'è un tesoro che ti aspetta, segui: 

(clicca sul link alla ricerca della vera ricchezza della vita)

sabato 29 giugno 2013

Piramidi alimentari; l'alimentazione nell'anziano è differente?

Esistono delle indicazioni specifiche per quanto riguarda la buona alimentazione nelle età più avanzate della vita?
E' questa la domanda che questo Blog dedicato alla Geriatria oggi si pone.
In effetti esistono degli schemi che sono stati concepiti per ricordare agli anziani i bisogni di un organismo che invecchia, con tutte le sue particolarità.

E' interessante notare subito che emerge chiaramente che quello che davvero varia in cima alla piramide specifica degli anziani è che si trovano ora alcuni micronutrienti come calcio, vitamina D e vitamina B12. In effetti questi sono elementi fondamentali per la salute delle ossa nonchè la preservazione delle funzioni cognitive.
Se davvero si vuole però fare una distinzione ed un discorso organico si può dire che la differenza tra la dieta dell'anziano e quella dell'adulto sano è fondamentalmente di tipo quantitativo e che se è vero che si assiste ad un minor fabbisogno energetico non bisogna però sconvolgere il fabbisogno degli elementi e dei costituenti da introdurre.

Ricordiamoci a questo punto che gli alimenti ricchi di fibre e quelli che contengono farine integrali, a partire dal pane, favoriscono la motilità intestinale e prevengono vari disturbi e che nell'anziano la stipsi non è un problema da sottovalutare, specie quando è associato a condizioni di scarsa mobilità e scarso introito idrico.
Dunque è evidente che gli anziani debbano continuare a svolgere attività fisica in modo regolare per combattere l’obesità e le altre patologie specifiche dell'età che avanza. In quest'ottica e' consigliabile eseguire esercizi di moderata intensità come il giardinaggio, le passeggiate, e magari perchè no: il ballo, utile anche per la socializzazione.
Massima importanza, come sempre quando si parla di anziani, è tenere a mente il discorso della giusta  idratazione ricordando che il senso della sete si attenua via via che si va in là con gli anni, mentre la richiesta di liquidi da parte del corpo è la stessa e anzi, in circostanze particolari come la stagione estiva, aumenta e va aumentato anche con l'aiuto e lo stimolo dei familiari o della badante.
Un trucchetto per aumentare l'introito idrico e non solo è quello di modificare in base alla stagione l'assunzione degli alimentii preferendo ovviamente in estate frutta e verdura, minestre e succhi.

Adesso facciamo dunque il punto: che cosa mangiare?

Tante farine e cereali integrali, come il pane e il riso integrale;
molta verdura dai colori brillanti, come carote e broccoli;
molta frutta dal colore vivace, come mirtilli e melone;
qualche latticino o yogurt e latte con poco lattosio;
qualche porzione di legumi, noci, pesce, carne bianca, uova;
condire sempre con oli vegetali liquidi con pochi acidi grassi saturi;
ricordarsi di bere molti liquidi (acqua);
svolgere attività fisica regolare.

Infine nei casi opportuni è bene sentire il parere dello Specialista Geriatra o del proprio Medico di medicina Generale ed  integrare la dieta con integratori liquidi completi di tutte le vitamine e i sali principali.


giovedì 9 maggio 2013

Nuovi orientamenti interiori del/nel modo di gestire l’esistenza?


Pare che Totò diceva che "a volte è difficile fare la scelta giusta perché o sei roso dai morsi della coscienza o da quelli della fame."
In questo post le cose si mescolano un pò di più perchè si parla di alimentazione ed invecchiamento.
Se siete interessati all'argomento potete trovare un'interessante aggiornamento sulle tematiche relative all'alimentazione (... e non solo) ed all'invecchimnento su


e magari riflettere un attimo sul senso delle parole di Totò guardandole dall'angolo prospettico di oggi.


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e sei curioso di conoscere un pochino di più, leggi anche: 

domenica 5 maggio 2013

Tiroide in età avanzata. Un problema ancora poco noto fra le persone anziane.

Molto spesso nelle persone anziane i caratteristici segni e sintomi di molte malattie sono frequentemente assenti e le patologie, come abbiamo già più volte ripetuto in questo blog dedicato alla terza età dei/nei nostri tempi, si presentano in maniera atipica. Cosi le cadute, l'incontinenza, le vertigini, la confusione mentale, la demenza, la perdita di peso e lo scadimento delle condizioni generali possono in alcuni casi avere delle componenti che se corrette possono se non risolvere almeno ridurre l'insorgenza e l'aggravarsi di alcune problematiche. Fra le malattie che più frequentemente sono difficili da diagnosticare nell'età avanzata ci sono sicuramente le problematiche legate alla tiroide; non tanto perchè oggi non sappiamo che la tiroide nell'anziano può essere fonte di molti problemi o perchè non sia tenuta in debita considerazione, ma perchè a volte si maschera bene dietro altre sintomatologie e per questo spesso non sembra il problema principale.
Le patologie della tiroide dicevamo dunque che possono essere annoverate fra i disturbi endocrini in generale più comuni, e la loro incidenza tende ad aumentare con l’età. Il quindici per cento circa delle donne in età geriatrica presenta una tiroidite autoimmune che molto spesso determina lo sviluppo di ipotiroidismo.
Non è infrequente riscontrare la presenza di noduli, soprattutto nelle aree a carenza iodica, che possono condizionare lo sviluppo di ipertiroidismo.
Il test diagnostico, oggi praticamente routinario anche in virtù dell'esperienza maturata negli anni, che prevede il dosaggio del TSH è l’esame a nostra disposizione più utile. Insieme con il dosaggio delle frazioni libere ed eventualmente degli anticorpi ci consente di inquadrare correttamente eventuali problematiche che successivamente se è il caso potranno essere approfondite insieme con lo specialista endocrinologo e adeguatamente corrette tenendo conto delle interazioni e dei dosaggi adeguati nelle persone anziane.
Ecco perchè è sempre importante sentire il parere dello Specialista Geriatra e così poter eseguire una valutazione multidimensionale che tenga in debito conto tutti gli aspetti e si possa infine arrivare ad una sintesi che sia in equilibrio e tesa al benessere complessivo della persona.




venerdì 3 maggio 2013

Ritardare il declino funzionale e cognitivo cercando di mantenere l'autosufficienza e la miglior qualità di vita. Idee che nascono lontano nel tempo e sono arrivate fino a noi oggi.


Ritardare il declino funzionale e cognitivo cercando di mantenere l'autosufficienza e la miglior qualità di vita.
da dove vengono queste idee? Chi ha gettato il seme?

La geriatria nasce per il fondamentale contributo di un uomo ed una donna che ttutavia sono poco noti; potremmo dire che essa ha nella sua storia un papà ed una mamma.

E' molto interessante sapere per esempio qualcosa in più sulla vita e le opere ed il contributo innovativo del pioniere britannico della geriatra, il chirurgo dottoressa Marjory Warren, Lei ha promosso quella che noi oggi definiremmo la riabilitazione multidisciplinare e complessiva dei pazienti anziani, e ha sottolineato l'importanza de i problemi economici, sociali, e morali connessi con la loro cura. Lei, a suo tempo, era particolarmente preoccupata per la riabilitazione di pazienti emiplegici e amputati e impegnata per favorire la medicina preventiva, la responsabilità del paziente, edel la casa di cura. Ha sottolineato la necessità della geriatria di mantenere uno stretto legame con la medicina generale e dei suoi programmi di formazione. I suoi metodi innovativi, gli scritti influenti, il lavoro del comitato, e la forza personale, sono stati fondamentali per l'evoluzione della moderna geriatria britannica e della medicina riabilitativa.

Ignatz Leo Näscher (vissuto in America e di origini Austriache) invece può essere considerato un pò il Papà della Geriatria.

Egli scrisse che suggeriva il termine “Geriatria” come nuovo vocabolo che:
 “vorrei suggerire come aggiunta al nostro vocabolario per coprire in età avanzata lo stesso campo che è coperto con il termine di pediatria nell'infanzia e per sottolineare la necessità di considerare la senilità e le sue malattie e di assegnargli un luogo separato in medicina”.
Näscher riteneva che "la senilità è un periodo distinto della vita, un'entità fisiologica tanto così come il periodo di un bambino "
Dr. Näscher si può dire che è stato fra i primi sostenitori della necessità della nascita della specializzazione distinta ritenendo che la malattia e le cure mediche degli anziani dovrebbero essere considerate a parte.

Näscher aveva osservato un antipatia fondamentale verso gli anziani nella società: "L'idea di inutilità economica infonde uno spirito di irritabilità se non inimicizia contro l'impotenza degli anziani."








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lunedì 22 aprile 2013

Senescenza ed immunologia. Sentiremo parlare ancora di questi temi?


Sull'invecchiamento negli ultimi anni si cominciano a tracciare alcune strade poiché è stato possibile identificare alcuni fattori che contribuiscono ed icidono sulla morbilità ed sulla mortalità. La strada da battere tuttavia è ancora lunga.
la riflessione è che se oggi viviamo molto a più lungo di qualche secolo fa è perchè, da tempo con l'aiuto della ricerca, si è cominciato ad aprire un varco per il progresso dell'uomo.
Tornando al tema possiamo dire che può esistere ed essere messa in evidenza una possibile relazione tra le influenze sociali, l'ambiente, lo stato psichico, lo stato funzionale e la sopravvivenza. Si conosce da tempo inoltre come l'istruzione e il reddito e i comportamenti conseguenti del soggetto anziano possano influenzare il suo stato di salute complessivo.
Emerge inoltre (anche se sono decenni che si parla di queste ipotesi) il ruolo che potrebbe avere il progressivo deficit della funzione immunitaria.
E' noto che l'invecchiamento è  associato ad una diminuita funzionalità di vari organi e sistemi fisiologici, compreso il sistema immunitario.
Come abbiamo già detto, si parla da qualche tempo di  immunosenescenza” per identificare le modifiche della funzione immunitaria legate all'’età. L’'immunosenescenza non sembra tuttavia essere un processo semplice ed è certamente legato al rimodellamento dei tessuti e dei sistemi corporei (che è parte del processo biologico della vita stessa).
Dunque forse in questa fase ci sono più domande che risposte.


- ma se un declino della risposta immune correlato all'’età aumenta la suscettibilità alle infezioni ed è legato ad un rischio di maggiore gravità di malattia negli anziani e si associa a numerose comorbilità, ai fattori di inadeguata nutrizione e che addirittura compromettono anche l'’efficacia delle vaccinazioni rappresentando un problema per la salute pubblica allora evidentemente si deve cercare di studiare meglio come proteggere il “sistema” da questo cambiamento inopportuno e possiamo favorire la ricerca su questi temi per potenziare con gli opportuni accorgimenti un fisico che cambia ma che può anche essere aiutato?.



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Questo blog è a carattere divulgativo e non sostituisce in alcun modo il parere del Medico di Medicina Generale e la visita Medica Specialistica.


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Favoriamo la Ricerca Scientifica ed il progresso Medico 
(siate scrupolosi osservatori e controllate dove finiscono le vostre donazioni).

martedì 9 aprile 2013

Muoviamoci insieme.....................contro la demenza senile


E' luci d'emergenza accese in diverse parti del mondo in questi giorni, relativamente ai costi insostenibili ed alle problematiche mediche specifiche inerenti l'invecchiamento della popolazione nel mondo avanzato, lo sviluppo di malattie legate ad essa ed in particolare la demenza senile  ed è sempre di questi giorni la notizia di tante iniziative diverse di ricerca scientifica e di ricerca sociale ed ancora di migliori cure farmacologiche possibile e migliore gestione sociale del problema......(da trovare insieme e da legiferare in comune)

Muoviamoci anche noi .....intanto.... iniziando a prendere coscienza collettiva del problema e poi..........proponendo i nostri saperi e mettendo in comune dubbi e visioni.......


mercoledì 27 marzo 2013

Il magnesio in tanti processi ed in molte malattie....... può essere utile conoscerlo. A volte è utile l'integrazione alimentare o farmacologica.


Il magnesio è coinvolto in numerosissime reazioni biochimiche, specie sull’attività degli enzimi, agendo sulla fisiologia e sul metabolismo.
Interagisce con la presenza di potassio e calcio nel corpo e insieme con gli altri è utile dosare anche questo elettrolita così da avere un quadro più completo. E' vero che spesso grazie ai depositi ci sono poche variazioni ma è altrettanto vero che è meglio usare prudenza.
Si diceva dunque che possiede molte proprietà come ad esempio quelle antibatteriche. Inoltre è un immagazzinatore di energia.
Agisce anche come antiacido.

L'ipomagnesemia si può riscontrare in situazioni come l'alcolismo, negli atleti, o per eccessiva assunzione di calcio; inoltre in situazioni come: eccessiva assunzione di caffeina, nel diabete,  nella diarrea, nella disbiosi, in corso di terapia con diuretici, ed anche in caso di sudorazioni esagerate.
L’alcol consuma il magnesio.
Il magnesio è utile negli anziani in caso di astenia e carenze di memoria. Nell'Alzheimer il magnesio inoltre contrasta la presenza di alluminio nel cervello.
Nei post precedenti abbiamo scritto di invecchiamento e cuore e ora in questo post possiamo constatare che quando il cuore invecchia si riducono i livelli di magnesio e aumenta il calcio depositato.
Per quanto riguarda il meccanismo e la fisiologia semplificando, per capire, si può dire che il magnesio favorisce il rilassamento del cuore così come il calcio favorisce la contrazione.
Nel Diabete Mellito c'è una forte eliminazione del magnesio ed una sua integrazione favorisce una migliore gestione della problematica e della terapia.
Nella Febbre questo elemento è utile per le sue proprietà antibatteriche.
Infine per quanto riguarda gli anziani il magnesio può contribuire a rallentare significativamente il processo di invecchiamento.
Per quanto riguarda lo scheletro il magnesio è contenuto prevalentemente nelle ossa e partecipa alla fissazione del calcio.
Con la naturale maggior perdita di magnesio nell’invecchiamento aumentano i fenomeni di infiammazioni e calcificazioni e non solo questi.
Concludendo possiamo dire che spesso si parla poco di questo elettrolita che si trova nei legumi, nei cereali integrali e nella frutta secca. Ne sono ricchi anche i vegetali a foglie verdi e le banane. Nel complesso, diete ricche in vegetali e cereali non raffinati hanno un contenuto di magnesio maggiore rispetto a quello di diete ricche di carni.

Per saperne di più sentite il parere del vostro Medico di Medicina Generale e dello Specialista Geriatra.








sabato 23 marzo 2013

Fragilità; quando i nonni perdono le riserve .......


La fragilità si riferisce a una perdita di riserve fisiologiche che rende una persona incapace del tutto od in parte a far fronte alla situazione di disagio con perdita parziale o totale delle autonomie. Non esiste ancora una definizione univoca e sono molte le interpretazioni che vengono date al concetto di fragilità. La caratteristica comune della fragilità  comunque è quella di un quadro caratterizzato da debolezza,dynapenia, perdita di peso, distruzione muscolare (sarcopenia), intolleranza allo sforzo, cadute frequenti, immobilità, incontinenza e instabilità e scarso controllo efficace e risposta soddisfacente nelle malattie croniche.
Importante è ricordare che la scelta migliore è un approccio multidimensionale e  multisciplinare che valuti il soggetto singolo nella sua complessità di persona ed in particolare si cerchi di correggere gli squilibri tenendo conto di tutti i fattori in gioco.
L’esercizio fisico e la fisioterapia ed una dieta sana sono aiuti utili per prevenire o ridurre la fragilità. L’esercizio fisico può aiutare a ridurre il rischio di diventare fragili per i giovani e il rischio di ulteriore perdita funzionale per le persone anziane con perdite funzionali. Sempre più le ultime evidenze vanno in questa direzione. Gli anziani che praticano esercizio aerobico regolare (p. es., camminare, nuotare, correre) presentano una notevole riduzione della mortalità e hanno un declino funzionale ridotto in confronto a quelli che sono sedentari. L’allenamento consente inoltre di aumentare la massa ossea, mentre diminuisce il rischio di cadute e di fratture.
La dieta infine (magari studiata con l'aiuto di un Medico Nutrizionista in base alle patologie in atto, come ad esempio è il caso di soggetti con  grave insufficienza respiratoria o grave insufficienza renale) può prevenire o aiutare notevolmente e tenere sotto controllo il rischio di sviluppare disordini che contribuiscono alla fragilità.
Forse è bene ricordare che una integrazione con complessi multivitaminici specie nei cambi di stagione può essere utile anche nel paziente anziano.
E' fondamentale comprendere che una persona fragile ha scarsa riserva funzionale e necessita di assistenza e monitoraggio e magari di frequenti variazioni di terapia.  Se avete a casa un soggetto Fragile sentite sempre il parere del vostro medico di Medicina Generale o del Vostro Specialista Geriatria.




Questo Blog è a carattere divulgativo e non sostituisce in alcun modo la visita Medica e dello Specialista.

venerdì 22 marzo 2013

Cosa succede a cuore, reni, polmoni, stomaco invecchiando?


Con l'invecchiamento si assiste alla diminuita crescita di peli e unghie, alla generale riduzione della risposta infiammatoria, alla ridotta capacita di sudorazione, al ritardo della guarigione e della cicatrizzazione, all'alterata regolazione termica,  alla perdita di elasticità della cute, alla formazione di macchie sulla pelle dovute ad una distribuzione anomala della melatonina.
Si riduce inoltre la massa muscolare ed il numero delle fibre ed aumenta il collagene interstiziale.
Si assiste progressivamente al malfunzionamento degli organi che consumano zuccheri come il cervello, la midollare del surrene, i globuli bianchi e globuli rossi.
Il gusto diminuisce per la perdita delle papille gustative.
cuore: Le coronarie e tutti i vasi arteriosi e venosi vanno incontro ad alterazioni che inducono una rigidità delle parete; la pressione arteriosa, sia quella minima, sia quella massima, aumentano progressivamente; la quantità di sangue espulsa ad ogni contrazione cardiaca e quella espulsa per minuto (gittata cardiaca = gittata sistolica x frequenza dei battiti cardiaci al minuto), si riducono progressivamente.
Le valvole cardiache si ispessiscono ed a livello coronarico si rilevano delle stenosi.
 La gabbia toracica si trasforma: aumenta la cifosi dorsale, si riducono la superficie e il volume degli alveoli e si perde l'elasticità.  Aumenta inoltre la secrezione delle ghiandole mucose delle vie aeree.
La perdita dei denti,  le alterazione della masticazione, e poi la salivazione ridotta sono insieme alla riduzione della peristalsi ed al ritardato svuotamento gastrico oltre che al minor assorbimento, alla secrezione acida ridotta, ai villi intestinali ridotti in altezza e aumentati in larghezza, nonchè all'assorbimento lento di vitamina D, le problematiche dell'apparato digerente che poi si ripercuotono in maniera sistemica e che maggiormente influenzano un invecchiamento fisiologico ed uno patologico e creano problematiche d ogni livello (si pensi all'osteoporosi).
 - Il cervello sembra che si riduca di volume e si dice comunemente che viene persa la materia grigia; anche la secrezione dei neurotrasmettitori si modifica. Le modifiche che avvengono a livello cerebrale in realtà sono ancora oggetto di studio e meritano approfondimenti crescenti (molto poco sappiamo ancora di come funziona il nostro cervello).
A livello dell'apparato urinario si assiste alla perdita progressiva dei nefroni, alla riduzione della vascolarizzazione dei glomeruli e dell’apparato iuxtaglomerulare con conseguente riduzione della filtrazione glomerulare etc.
Dal punto di vista ormonale si parla di ridotta produzione degli ormoni tiroidei; in particolare si assiste ad una riduzione della produzione di T3 per riduzione della secrezione dalla ghiandola e per ridotta conversione periferica.
Tutto questo ovviamente è motivo di attenzione quando si visita una persona anziana e tutto questo contribuisce e costituisce motivo di perdita di autonomia e di autosufficienza; ecco perchè è importante sentire sempre il parere del proprio Medico di Medicina Generale e dello Specialista Geriatra.



martedì 19 febbraio 2013

Attenti alla deglutizione. Un problema nelle malattie complesse e negli anziani.


I disturbi della deglutizione sono comuni  nei pazienti anziani; sono maggiormente colpiti i soggetti con disturbi come demenza, malattia  dei motoneuroni, morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer, sclerosi multipla, cancro e ictus.
Tutte queste condizioni possono provocare l’indebolimento del processo di deglutizione. 

La disfagia acuta può essere il risultato di condizioni infiammatorie ad interessamento delle prime vie, come tonsillite o ulcere aftose della bocca. 

Nella maggior parte dei casi la disfagia cronica invece è provocata da disturbi neurologici. 
Tra i pazienti colpiti da ictus, 1/3 presenta disfagia.

Vi è poi un gruppo di soggetti che presenta disfagia cronica causata da anomalie strutturali come tumori alla testa ed al collo, problemi di volume della tiroide, stenosi, infezioni, cause iatrogene, o legate a procedure come perforazione dell’esofago durante l’intubazione, ed inoltre malattia da reflusso gastro-esofageo;
anche l'avvelenamento da ingestione di prodotti domestici e per la pulizia come i detersivi ovviamente può essere causa di disfagia. 
Infine si ricorda che la disfagia tra i pazienti anziani è collegata all’indebolimento dei muscoli della mascella, alla perdita dei denti, alle disfunzioni dell'olfatto e del gusto, ed alla poca salivazione. 
Per un corretto approccio al problema è necessaria una conoscenza attenta e completa del soggetto;
a volte nei soggetti geriatrici è utile redarre un diario alimentare.
Per ovviare al problema è bene sentire il parere dello specialista Geriatra che valutate le condizioni iniziali e nel corso del tempo a seguire, potrà suggerire l'approccio migliore in ogni singola fase.







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il test
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Prova rispondere a questo semplice quesito?
Molte cose possono sembrare scontate ma....


E' importante curare l'udito per prevenire i disturbi legati alla demenza?

     


(per approfondire sull'argomento in rete in questi giorni trovi molte risorse e molti articoli su udito e demenza)

sabato 5 gennaio 2013

Geriatria: la disbiosi.

Partendo dalla condizione basica, la eubiosi può essere definita come - la normale ed equilibrata condizione della flora batterica intestinale -.
Essa può essere soggetta a modificazioni che la rendono partecipe di processi che possono portare a condizioni di squilibrio anche importanti per l'intero organismo. I batteri non desiderati alterano l’equilibrio e viene a crearsi quella condizione che viene definita “disbiosi intestinale”.

I sintomi possono andare dal gonfiore, alle coliti, alla stitichezza di cui gia abbiamo più volte parlato in questo blog poichè è una condizione da tenere in considerazione nell'anziano, fino alla diarrea, etc.

Questi sintomi sono da attribuirsi al cosidetto "muco intestinale", ai batteri che non sono normalmente presenti, alla cattiva funzionalità dell'organismo, all''uso inappropiato di farmaci, ad una alimentazione scorretta, e anche a condizioni legate all'ansia ed allo stress.
Pensando che un cattivo meccanismo inceppato in qualche componente genera molte sostanze tossiche, che l'organismo non sempre è in grado di contrastare, non è difficile immaginare che patologie gravi del colon (diverticoli, polipi, rettocolite ulcerosa, tumori ecc) possano avere una concausa a partire da una semplice alterazione della flora batterica intestinale come sembra confermato dalle notizie circolanti in rete in questi giorni.
E' dunque opportuno superare le barriere di ordine psicologico e riferire eventuali sintomi al proprio medico di fiducia o allo Specialista di riferimento che eventualmente potrà fare le considerazioni del caso e consigliare una semplice integrazione o procedere verso un passo ulteriore nella direzione di tentare di definire meglio il problema e rimuovere la eventuale causa.