-La definizione di salute secondo l'OMS: non solo assenza di malattia ma uno stato di completo benessere fisico, psicologico e sociale. Non basta quindi curare ma bisogna prevenire, informare, sensibilizzare, promuovere comportamenti orientati al benessere.
*Invecchiamento: lento e spontaneo processo evolutivo che attraversa le diverse fasi della vita identificate con l'età infantile, pubertà, età adulta, eta avanzata.
*Senescenza: processo di perdita della capacità di funzionare correttamente a livello cellulare con evidenti ripercussioni macroscopiche che portano alla morte.-------------------------------------------------------------------------------- (Blogeriatria by Massimo)
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martedì 13 agosto 2013

Nove oggetti(?) per raggiungere la vera unica ricchezza desiderabile.

Alla serenità nulla contribuisce meno della ricchezza e nulla più della salute diceva Schopenhauer.

Cosa sarebbe tutta la nostra vita senza la possibilità di capirla, di amarla, di apprezzarla attraverso l'elaborazione della mente e come fare per conservare al meglio questo prezioso tesoro che è il nostro elaboratore dati, il computer attraverso il quale conosciamo il mondo?

Ecco allora una serie di alimenti da considerare un vero tesoro ma che sono in fondo solo un piccolo suggerimento per tutti quelli che vogliono nutrire la propria mente dei cibi più adatti per mantenerla efficiente e capace di svolgere sempre correttamente le infinite straordinarie funzioni per cui si è evoluta.
  1. Acqua
  2. Noci
  3. Olio di Oliva
  4. Pesce
  5. Caffè
  6. Rape rosse
  7. More e frutti di bosco
  8. Cioccolato
  9. Aglio
In un prossimo post questo Blog vorrà spiegarvi meglio le straordinarie caratteristiche per cui questi cibi sono dei veri super-alleati per nutrire adeguatamente il nostro cervello.

Adesso é importante invece riportare l'attenzione come abbiamo già più volte fatto in passato sul cioccolato poichè è ancora notizia fresca di questi ultimi giorni che ancora una volta questo oro nero della mente, in un nuovo studio, ha mostrato ancora e dunque riconfermato quanto era già emerso in altre evidenze di far bene al cervello delle persone anziane riattivando la circolazione del sangue e favorendo il recupero delle prestazioni in molte attività cognitive.
Perciò dai ragazzi bere una bella tazza di cioccolato (non troppo zucchero ragazzi!!! quello che conta è il CACAO!!!!!) aiuta a vivere meglio e godersi la bellezza dei giorni.


sabato 29 giugno 2013

Piramidi alimentari; l'alimentazione nell'anziano è differente?

Esistono delle indicazioni specifiche per quanto riguarda la buona alimentazione nelle età più avanzate della vita?
E' questa la domanda che questo Blog dedicato alla Geriatria oggi si pone.
In effetti esistono degli schemi che sono stati concepiti per ricordare agli anziani i bisogni di un organismo che invecchia, con tutte le sue particolarità.

E' interessante notare subito che emerge chiaramente che quello che davvero varia in cima alla piramide specifica degli anziani è che si trovano ora alcuni micronutrienti come calcio, vitamina D e vitamina B12. In effetti questi sono elementi fondamentali per la salute delle ossa nonchè la preservazione delle funzioni cognitive.
Se davvero si vuole però fare una distinzione ed un discorso organico si può dire che la differenza tra la dieta dell'anziano e quella dell'adulto sano è fondamentalmente di tipo quantitativo e che se è vero che si assiste ad un minor fabbisogno energetico non bisogna però sconvolgere il fabbisogno degli elementi e dei costituenti da introdurre.

Ricordiamoci a questo punto che gli alimenti ricchi di fibre e quelli che contengono farine integrali, a partire dal pane, favoriscono la motilità intestinale e prevengono vari disturbi e che nell'anziano la stipsi non è un problema da sottovalutare, specie quando è associato a condizioni di scarsa mobilità e scarso introito idrico.
Dunque è evidente che gli anziani debbano continuare a svolgere attività fisica in modo regolare per combattere l’obesità e le altre patologie specifiche dell'età che avanza. In quest'ottica e' consigliabile eseguire esercizi di moderata intensità come il giardinaggio, le passeggiate, e magari perchè no: il ballo, utile anche per la socializzazione.
Massima importanza, come sempre quando si parla di anziani, è tenere a mente il discorso della giusta  idratazione ricordando che il senso della sete si attenua via via che si va in là con gli anni, mentre la richiesta di liquidi da parte del corpo è la stessa e anzi, in circostanze particolari come la stagione estiva, aumenta e va aumentato anche con l'aiuto e lo stimolo dei familiari o della badante.
Un trucchetto per aumentare l'introito idrico e non solo è quello di modificare in base alla stagione l'assunzione degli alimentii preferendo ovviamente in estate frutta e verdura, minestre e succhi.

Adesso facciamo dunque il punto: che cosa mangiare?

Tante farine e cereali integrali, come il pane e il riso integrale;
molta verdura dai colori brillanti, come carote e broccoli;
molta frutta dal colore vivace, come mirtilli e melone;
qualche latticino o yogurt e latte con poco lattosio;
qualche porzione di legumi, noci, pesce, carne bianca, uova;
condire sempre con oli vegetali liquidi con pochi acidi grassi saturi;
ricordarsi di bere molti liquidi (acqua);
svolgere attività fisica regolare.

Infine nei casi opportuni è bene sentire il parere dello Specialista Geriatra o del proprio Medico di medicina Generale ed  integrare la dieta con integratori liquidi completi di tutte le vitamine e i sali principali.


giovedì 9 maggio 2013

Nuovi orientamenti interiori del/nel modo di gestire l’esistenza?


Pare che Totò diceva che "a volte è difficile fare la scelta giusta perché o sei roso dai morsi della coscienza o da quelli della fame."
In questo post le cose si mescolano un pò di più perchè si parla di alimentazione ed invecchiamento.
Se siete interessati all'argomento potete trovare un'interessante aggiornamento sulle tematiche relative all'alimentazione (... e non solo) ed all'invecchimnento su


e magari riflettere un attimo sul senso delle parole di Totò guardandole dall'angolo prospettico di oggi.


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e sei curioso di conoscere un pochino di più, leggi anche: 

venerdì 3 maggio 2013

Ritardare il declino funzionale e cognitivo cercando di mantenere l'autosufficienza e la miglior qualità di vita. Idee che nascono lontano nel tempo e sono arrivate fino a noi oggi.


Ritardare il declino funzionale e cognitivo cercando di mantenere l'autosufficienza e la miglior qualità di vita.
da dove vengono queste idee? Chi ha gettato il seme?

La geriatria nasce per il fondamentale contributo di un uomo ed una donna che ttutavia sono poco noti; potremmo dire che essa ha nella sua storia un papà ed una mamma.

E' molto interessante sapere per esempio qualcosa in più sulla vita e le opere ed il contributo innovativo del pioniere britannico della geriatra, il chirurgo dottoressa Marjory Warren, Lei ha promosso quella che noi oggi definiremmo la riabilitazione multidisciplinare e complessiva dei pazienti anziani, e ha sottolineato l'importanza de i problemi economici, sociali, e morali connessi con la loro cura. Lei, a suo tempo, era particolarmente preoccupata per la riabilitazione di pazienti emiplegici e amputati e impegnata per favorire la medicina preventiva, la responsabilità del paziente, edel la casa di cura. Ha sottolineato la necessità della geriatria di mantenere uno stretto legame con la medicina generale e dei suoi programmi di formazione. I suoi metodi innovativi, gli scritti influenti, il lavoro del comitato, e la forza personale, sono stati fondamentali per l'evoluzione della moderna geriatria britannica e della medicina riabilitativa.

Ignatz Leo Näscher (vissuto in America e di origini Austriache) invece può essere considerato un pò il Papà della Geriatria.

Egli scrisse che suggeriva il termine “Geriatria” come nuovo vocabolo che:
 “vorrei suggerire come aggiunta al nostro vocabolario per coprire in età avanzata lo stesso campo che è coperto con il termine di pediatria nell'infanzia e per sottolineare la necessità di considerare la senilità e le sue malattie e di assegnargli un luogo separato in medicina”.
Näscher riteneva che "la senilità è un periodo distinto della vita, un'entità fisiologica tanto così come il periodo di un bambino "
Dr. Näscher si può dire che è stato fra i primi sostenitori della necessità della nascita della specializzazione distinta ritenendo che la malattia e le cure mediche degli anziani dovrebbero essere considerate a parte.

Näscher aveva osservato un antipatia fondamentale verso gli anziani nella società: "L'idea di inutilità economica infonde uno spirito di irritabilità se non inimicizia contro l'impotenza degli anziani."








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lunedì 22 aprile 2013

Senescenza ed immunologia. Sentiremo parlare ancora di questi temi?


Sull'invecchiamento negli ultimi anni si cominciano a tracciare alcune strade poiché è stato possibile identificare alcuni fattori che contribuiscono ed icidono sulla morbilità ed sulla mortalità. La strada da battere tuttavia è ancora lunga.
la riflessione è che se oggi viviamo molto a più lungo di qualche secolo fa è perchè, da tempo con l'aiuto della ricerca, si è cominciato ad aprire un varco per il progresso dell'uomo.
Tornando al tema possiamo dire che può esistere ed essere messa in evidenza una possibile relazione tra le influenze sociali, l'ambiente, lo stato psichico, lo stato funzionale e la sopravvivenza. Si conosce da tempo inoltre come l'istruzione e il reddito e i comportamenti conseguenti del soggetto anziano possano influenzare il suo stato di salute complessivo.
Emerge inoltre (anche se sono decenni che si parla di queste ipotesi) il ruolo che potrebbe avere il progressivo deficit della funzione immunitaria.
E' noto che l'invecchiamento è  associato ad una diminuita funzionalità di vari organi e sistemi fisiologici, compreso il sistema immunitario.
Come abbiamo già detto, si parla da qualche tempo di  immunosenescenza” per identificare le modifiche della funzione immunitaria legate all'’età. L’'immunosenescenza non sembra tuttavia essere un processo semplice ed è certamente legato al rimodellamento dei tessuti e dei sistemi corporei (che è parte del processo biologico della vita stessa).
Dunque forse in questa fase ci sono più domande che risposte.


- ma se un declino della risposta immune correlato all'’età aumenta la suscettibilità alle infezioni ed è legato ad un rischio di maggiore gravità di malattia negli anziani e si associa a numerose comorbilità, ai fattori di inadeguata nutrizione e che addirittura compromettono anche l'’efficacia delle vaccinazioni rappresentando un problema per la salute pubblica allora evidentemente si deve cercare di studiare meglio come proteggere il “sistema” da questo cambiamento inopportuno e possiamo favorire la ricerca su questi temi per potenziare con gli opportuni accorgimenti un fisico che cambia ma che può anche essere aiutato?.



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Questo blog è a carattere divulgativo e non sostituisce in alcun modo il parere del Medico di Medicina Generale e la visita Medica Specialistica.


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Favoriamo la Ricerca Scientifica ed il progresso Medico 
(siate scrupolosi osservatori e controllate dove finiscono le vostre donazioni).

sabato 13 aprile 2013

La saggezza dei nonni

by

Un tempo i nostri nonni dicevano che "bisogna mangiare un pò di tutto".
Dietro questa saggezza popolare figlia dell'esperienza di secoli si nascondeva il prezioso consiglio di fare una dieta equilibrata in modo da inserire tutti gli elementi necessari al corpo per svolgere al meglio le proprie funzioni.
Questa premessa per dire che Blogeriatria, oggi riflette su quanto si dice in questi ultimi tempi a proposito della curcumina e delle sue presunte enormi potenzialità in malattie come l'Alzheimer, i tumori e la malattie cardio-cerebro vascolari.
Nell'Alzheimer sembra che siano partiti anche alcuni studi clinici.
In attesa di qualche bella notizia si può comunque ascoltare l'eco dell'antico consiglio dietetico dei nonni e mangiare un pò di tutto, anche un buon riso al curry.

NB: il curry contiene curcumina ma non sono esattamente la stessa cosa......






ed inoltre non dimenticate............................. il vecchio buon cavolo (a tavola).

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Che giornate intense ai fornelli per i nuovi anziani!!!
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martedì 9 aprile 2013

Muoviamoci insieme.....................contro la demenza senile


E' luci d'emergenza accese in diverse parti del mondo in questi giorni, relativamente ai costi insostenibili ed alle problematiche mediche specifiche inerenti l'invecchiamento della popolazione nel mondo avanzato, lo sviluppo di malattie legate ad essa ed in particolare la demenza senile  ed è sempre di questi giorni la notizia di tante iniziative diverse di ricerca scientifica e di ricerca sociale ed ancora di migliori cure farmacologiche possibile e migliore gestione sociale del problema......(da trovare insieme e da legiferare in comune)

Muoviamoci anche noi .....intanto.... iniziando a prendere coscienza collettiva del problema e poi..........proponendo i nostri saperi e mettendo in comune dubbi e visioni.......


mercoledì 27 marzo 2013

Il magnesio in tanti processi ed in molte malattie....... può essere utile conoscerlo. A volte è utile l'integrazione alimentare o farmacologica.


Il magnesio è coinvolto in numerosissime reazioni biochimiche, specie sull’attività degli enzimi, agendo sulla fisiologia e sul metabolismo.
Interagisce con la presenza di potassio e calcio nel corpo e insieme con gli altri è utile dosare anche questo elettrolita così da avere un quadro più completo. E' vero che spesso grazie ai depositi ci sono poche variazioni ma è altrettanto vero che è meglio usare prudenza.
Si diceva dunque che possiede molte proprietà come ad esempio quelle antibatteriche. Inoltre è un immagazzinatore di energia.
Agisce anche come antiacido.

L'ipomagnesemia si può riscontrare in situazioni come l'alcolismo, negli atleti, o per eccessiva assunzione di calcio; inoltre in situazioni come: eccessiva assunzione di caffeina, nel diabete,  nella diarrea, nella disbiosi, in corso di terapia con diuretici, ed anche in caso di sudorazioni esagerate.
L’alcol consuma il magnesio.
Il magnesio è utile negli anziani in caso di astenia e carenze di memoria. Nell'Alzheimer il magnesio inoltre contrasta la presenza di alluminio nel cervello.
Nei post precedenti abbiamo scritto di invecchiamento e cuore e ora in questo post possiamo constatare che quando il cuore invecchia si riducono i livelli di magnesio e aumenta il calcio depositato.
Per quanto riguarda il meccanismo e la fisiologia semplificando, per capire, si può dire che il magnesio favorisce il rilassamento del cuore così come il calcio favorisce la contrazione.
Nel Diabete Mellito c'è una forte eliminazione del magnesio ed una sua integrazione favorisce una migliore gestione della problematica e della terapia.
Nella Febbre questo elemento è utile per le sue proprietà antibatteriche.
Infine per quanto riguarda gli anziani il magnesio può contribuire a rallentare significativamente il processo di invecchiamento.
Per quanto riguarda lo scheletro il magnesio è contenuto prevalentemente nelle ossa e partecipa alla fissazione del calcio.
Con la naturale maggior perdita di magnesio nell’invecchiamento aumentano i fenomeni di infiammazioni e calcificazioni e non solo questi.
Concludendo possiamo dire che spesso si parla poco di questo elettrolita che si trova nei legumi, nei cereali integrali e nella frutta secca. Ne sono ricchi anche i vegetali a foglie verdi e le banane. Nel complesso, diete ricche in vegetali e cereali non raffinati hanno un contenuto di magnesio maggiore rispetto a quello di diete ricche di carni.

Per saperne di più sentite il parere del vostro Medico di Medicina Generale e dello Specialista Geriatra.








sabato 23 marzo 2013

Fragilità; quando i nonni perdono le riserve .......


La fragilità si riferisce a una perdita di riserve fisiologiche che rende una persona incapace del tutto od in parte a far fronte alla situazione di disagio con perdita parziale o totale delle autonomie. Non esiste ancora una definizione univoca e sono molte le interpretazioni che vengono date al concetto di fragilità. La caratteristica comune della fragilità  comunque è quella di un quadro caratterizzato da debolezza,dynapenia, perdita di peso, distruzione muscolare (sarcopenia), intolleranza allo sforzo, cadute frequenti, immobilità, incontinenza e instabilità e scarso controllo efficace e risposta soddisfacente nelle malattie croniche.
Importante è ricordare che la scelta migliore è un approccio multidimensionale e  multisciplinare che valuti il soggetto singolo nella sua complessità di persona ed in particolare si cerchi di correggere gli squilibri tenendo conto di tutti i fattori in gioco.
L’esercizio fisico e la fisioterapia ed una dieta sana sono aiuti utili per prevenire o ridurre la fragilità. L’esercizio fisico può aiutare a ridurre il rischio di diventare fragili per i giovani e il rischio di ulteriore perdita funzionale per le persone anziane con perdite funzionali. Sempre più le ultime evidenze vanno in questa direzione. Gli anziani che praticano esercizio aerobico regolare (p. es., camminare, nuotare, correre) presentano una notevole riduzione della mortalità e hanno un declino funzionale ridotto in confronto a quelli che sono sedentari. L’allenamento consente inoltre di aumentare la massa ossea, mentre diminuisce il rischio di cadute e di fratture.
La dieta infine (magari studiata con l'aiuto di un Medico Nutrizionista in base alle patologie in atto, come ad esempio è il caso di soggetti con  grave insufficienza respiratoria o grave insufficienza renale) può prevenire o aiutare notevolmente e tenere sotto controllo il rischio di sviluppare disordini che contribuiscono alla fragilità.
Forse è bene ricordare che una integrazione con complessi multivitaminici specie nei cambi di stagione può essere utile anche nel paziente anziano.
E' fondamentale comprendere che una persona fragile ha scarsa riserva funzionale e necessita di assistenza e monitoraggio e magari di frequenti variazioni di terapia.  Se avete a casa un soggetto Fragile sentite sempre il parere del vostro medico di Medicina Generale o del Vostro Specialista Geriatria.




Questo Blog è a carattere divulgativo e non sostituisce in alcun modo la visita Medica e dello Specialista.

sabato 5 gennaio 2013

Geriatria: la disbiosi.

Partendo dalla condizione basica, la eubiosi può essere definita come - la normale ed equilibrata condizione della flora batterica intestinale -.
Essa può essere soggetta a modificazioni che la rendono partecipe di processi che possono portare a condizioni di squilibrio anche importanti per l'intero organismo. I batteri non desiderati alterano l’equilibrio e viene a crearsi quella condizione che viene definita “disbiosi intestinale”.

I sintomi possono andare dal gonfiore, alle coliti, alla stitichezza di cui gia abbiamo più volte parlato in questo blog poichè è una condizione da tenere in considerazione nell'anziano, fino alla diarrea, etc.

Questi sintomi sono da attribuirsi al cosidetto "muco intestinale", ai batteri che non sono normalmente presenti, alla cattiva funzionalità dell'organismo, all''uso inappropiato di farmaci, ad una alimentazione scorretta, e anche a condizioni legate all'ansia ed allo stress.
Pensando che un cattivo meccanismo inceppato in qualche componente genera molte sostanze tossiche, che l'organismo non sempre è in grado di contrastare, non è difficile immaginare che patologie gravi del colon (diverticoli, polipi, rettocolite ulcerosa, tumori ecc) possano avere una concausa a partire da una semplice alterazione della flora batterica intestinale come sembra confermato dalle notizie circolanti in rete in questi giorni.
E' dunque opportuno superare le barriere di ordine psicologico e riferire eventuali sintomi al proprio medico di fiducia o allo Specialista di riferimento che eventualmente potrà fare le considerazioni del caso e consigliare una semplice integrazione o procedere verso un passo ulteriore nella direzione di tentare di definire meglio il problema e rimuovere la eventuale causa.



martedì 11 dicembre 2012

Le feste di Natale e gli auguri extra - ordinari di blog - Geriatria

     

Un pensiero a tutti quei ricercatori che lavorano ogni giorno per permettere il progresso della scienza e l'avanzamento delle conoscenze ed il miglioramento delle cure.

lunedì 17 settembre 2012

La funzionalità del rene nell'anziano; cos'è la creatinina?


I pazienti anziani spesso si presentano con un quadro nel quale la funzione renale è più compromessa di quanto non appaia anche dagli esami di laboratorio (creatinina).

Bisogna considerare congiuntamente tutti i singoli determinanti del filtrato glomerulare e cioè creatininemia ( la clearance della creatinina diminuisce di quasi 1 ml/min all'anno dopo i 40 anni ), l'età, il peso e il sesso per avere un quadro completo della situazione renale.

In generale l'anziano presenta un quadro con alcune caratteristiche proprie che vanno dalla riduzione del filtrato glomerulare, che si aggira intorno al 30-40% dei valori ritenuti normali per persone di età adulta, alla riduzione del peso dei reni fino alla riduzione del numero di glomeruli.

ll valore plasmatico della creatinina, che è il parametro più comunemente usato per valutare la funzionalità renale, è in pratica la rappresentazione numerica dell'equilibrio delicato che si instaura fra gli organi che la producono, come ad esempio i muscoli e quelli che la eliminano e cioè il rene.

Con l'avanzare dell'età le masse muscolari però si riducono ed anche il potere di depurazione del rene diminuisce per cui a valori sierici costanti di creatinina, corrisponde in realtà dal punto di vista pratico una depurazione in riduzione che significa di fatto che il rene funziona meno di quanto non sembri.

Pertanto per  avere un idea più precisa della funzionalità renale dell'anziano bisogna ricorrere al calcolo del filtrato glomerulare attraverso la formula di Cockroft e Gault, ma esistono anche tabelle ed altre formule che servono a meglio prendere atto di tutti i parametri in gioco ed attribuirgli il giusto peso reale.

Il messaggio che il POST vuole trasmettere è che l'età avanzata costituisce di per se un fattore di rischio per lo sviluppo di insufficienza renale; bisogna dunque tener presente che le modificazioni della funzione renale derivano da numerosi fattori diversi come ad esempio il fatto che i pazienti anziani assumono più farmaci dei giovani e che gli effetti collaterali dei farmaci attribuibili ad una riduzione dell'escrezione renale sono più frequenti tra gli anziani proprio per i motivi sopradescritti ed infine che la funzione renale di soggetti anziani risulta più vulnerabile agli insulti.

In sostanza, in ultimo ma non ultimo per importanza, è bene ricordarsi che è sempre utile una valutazione accurata con il proprio Specialista di Fiducia e con Il Medico di Medicina Generale per considerare tutti gli aspetti della propria situazione e magari evitare anche di assumere qualche farmaco non proprio necessario o semplicemente provvedere ad aumentare l'introito idrico e fare qualche ragionamento personalizzato  sulla situazione della singola persona (magari di tipo dietetico) o sulle altre patologie presenti in associazione (ipertensione arteriosa, diabete, etc).






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