Chi ha avuto a che fare con un paziente anziano con problematiche legate alla Demenza sa quanto sia forte il senso di impotenza che ci si trova a vivere di fronte al problema; in quest'ottica nel tempo oltre ai tentativi farmacologici e alla terapia tradizionale integrata-multidisciplinare, si sono sviluppati tutta una serie di tecniche (dal campo cognitivo a quello comportamentale, dalla sfera psichica a quella fisica, dalla cura individuale alla struttura dei servizi sociosanitari) che tentano di stimolare il paziente malato e cercano di riconnetterlo stimolandolo con il mondo circostante in una sorta di palestra. Di recente la tecnologia elettronica sta arrivando in aiuto alle tradizionali metodiche riabilitative con tutta la forza dirompente che ha già sprigionato in altri campi e in una sorta di mondo ricostruito in un ambiente adatto (stanze multisensoriali) si stimolano tutti e cinque i sensi per cercare di riattivare i percorsi della mente del malato e rinnovare l'interesse per gli aspetti della vita attraverso il riaccendere delle emozioni mediante le stimolazioni sensoriali. Alcuni centri
in Italia e già diversi all'estero stanno interessandosi e sperimentando il Metodo
Snoezelen
Il discorso diventa interessante se si pensa che la bassa scolarità e il tipo di lavoro svolto si correlano con questa patologia in maniera diretta.
Ad oggi non ci si può aspettare certo di guarire i pazienti ma potrebbero esserci cambiamenti importanti nella gestione quotidiana del problema con netto vantaggio per la qualità di vita del paziente e della persona che lo assiste.
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