-La definizione di salute secondo l'OMS: non solo assenza di malattia ma uno stato di completo benessere fisico, psicologico e sociale. Non basta quindi curare ma bisogna prevenire, informare, sensibilizzare, promuovere comportamenti orientati al benessere.
*Invecchiamento: lento e spontaneo processo evolutivo che attraversa le diverse fasi della vita identificate con l'età infantile, pubertà, età adulta, eta avanzata.
*Senescenza: processo di perdita della capacità di funzionare correttamente a livello cellulare con evidenti ripercussioni macroscopiche che portano alla morte.-------------------------------------------------------------------------------- (Blogeriatria by Massimo)
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giovedì 14 giugno 2018

Antiage. Resilienza. Come affrontare la vita con successo e prevenire l'invecchiamento 2018


In un mondo che cambia rapidamente è importante mantenersi fisicamente e mentalmente attivi ed è fondamentale istruirsi e "programmarsi" per affrontare i cambiamenti.
Non si invecchia più come un tempo.
In qualche modo non c'è più tempo per invecchiare nella nostra società che ci chiede sempre di più il massimo.
Ma non dobbiamo arrenderci. Dobbiamo comprendere e capire che  la vita in fondo ci mette continuamente di fronte a mille cambiamenti.
Bisogna dunque imparare a guardare in faccia a problemi e alle difficoltà e saper trovare nuovi modi per affrontarla.
Bisogna sapersi affidare a professionisti, persone di fiducia che sapranno aiutarci e stimolarci e capire i concetti che la scienza, in continua evoluzione, ci regala per vincere le nuove sfide.

"Il concetto di resilienza", esploso negli ultimi anni ed entrato nel lessico comune  e nel linguaggio degli anziani, deriva dalla fisica e indica la proprietà di alcuni materiali di conservare la propria struttura e riacquistare la forma originale dopo essere stati esposti a deformazioni, pressioni e schiacciamenti . 

Oggi, come si diceva, la nostra vita è profondamente cambiata e così è cambiata la nostra capacità di continuare a progettare il futuro. 
Si può riassumere il concetto di resilienza con il processo attraverso il quale le persone riescono a raggiungere e mantenere un buon funzionamento e sviluppare le proprie potenzialità in contesti di vita caratterizzati da avversità o situazioni percepite come ostili o di difficile gestione.
La resilienza è facilitata se sono presenti alcune risorse individuali relative all’autonomia
e alle abilità sociali come: una buona capacità comunicativa, una visione equilibrata della vita, un atteggiamento positivo verso gli altri, la perseveranza, la fiducia in se stessi, il possesso di buone doti intellettive, il senso di unicità, l’attribuzione di significato ad eventi negativi e avere grandi scopi nella vita.
Bisogna sapersi affidare a personale esperto per tirare fuori anche il meglio di noi stessi ed in questo è fondamentale trovare lo Specialista di fiducia che sarà un pò il Nostro Personale Medico Allenatore.


La resilienza è un percorso che si sviluppa nel corso del tempo, che va infatti allenato e magari 
"re" imparato.
Gli anziani resilienti, sia dal punto di vista fisico che mentale, sono in grado di reagire in modo costruttivo, riflettendo sulle strategie da mettere in atto per poter acquisire nuovamente una qualità di vita, una percezione e una visione positiva del futuro. Gli elementi che risultano particolarmente
 rilevanti sono: la capacità di non focalizzare l’attenzione esclusivamente sulle
 difficoltà, ma considerare anche le possibilità di riuscita; il coinvolgimento attivo
 nel percorso di resilienza e la capacità, da parte di chi mette in atto l’intervento,
 di considerare la relazione con l’anziano al di fuori della stretta cornice dei ruoli per considerare l’esperienza che il soggetto sta vivendo nella sua integrità e complessità.

Ecco perchè è importante trovare uno specialista di fiducia ed affidarsi tranquillamente, iniziare e  continuare un percorso che tenga in considerazioni gli aspetti relativi alla salute fisica, la salute psichico-affettiva, lo stato cognitivo, le capacità funzionali, i fattori sociali e quelli ambientali, integrandoli in un unico e speciale percorso di crescita, cura individuale.

mercoledì 31 luglio 2013

Ipoglicemia. Piccoli segnali da non sottovalutare.

Magari state assistendo una persona anziana e  con il caldo badate soltanto a farlo/a bere .....e intanto.......allora per non sottovalutare niente:

- ricordatevi delle Ipoglicemie.


Ricordate che se avete a disposizione un apparecchio per valutare la glicemia il lavoro per voi diventa più semplice. Fate subito una misurazione e ripetetela per sicurezza dopo qualche minuto. Valori della glicemia minori di 60 mg/dl diventano pericolosi.

Se invece i sintomi sono vaghi ed avete bisogno di sentire il parere medico allora ricordate che sudorazione, ansia, senso di fame, tremore, palpitazioni, confusione, sonnolenza, torpore devono farvi preoccupare.

Se avete il forte dubbio che l'anziano che state assistendo presenti ipoglicemia o avete già provveduto a fare una misurazione della glicemia è giusto il momento per fargli mangiare un toast e..... mentre lo preparate...... dategli dello zucchero.

Quando le condizioni non vi consentono questi semplici accorgimenti allora avvisate velocemente il medico e chiamate prontamente i soccorsi.

******
Per non dimenticare:
L'ipoglicemia non è solo legata a scarso introito alimentare ma si deve sempre guardare al quadro complessivo per cui è importante sapere se:
- l'anziano assume già farmaci ipoglicemizzanti o viene praticata dell'insulina?
- l'anziano assume farmaci che possono contribuire indirettamente a creare ipoglicemie? (e ce ne sono!!!).
-l'anziano è affetto da altre patologie multiple e complesse (es neoplasie) per cui necessita di RI-valutazione specialistica?.



In questi giorni di caldo molte persone che assistono gli anziani restano in casa sole e spesso sono spaventate (a volte confuse). Non dimenticatevi di loro e del loro prezioso contributo alla qualità di vita ed al progresso della civiltà degli anziani.



c'è un tesoro che ti aspetta, segui: 

(clicca sul link alla ricerca della vera ricchezza della vita)

sabato 29 giugno 2013

Piramidi alimentari; l'alimentazione nell'anziano è differente?

Esistono delle indicazioni specifiche per quanto riguarda la buona alimentazione nelle età più avanzate della vita?
E' questa la domanda che questo Blog dedicato alla Geriatria oggi si pone.
In effetti esistono degli schemi che sono stati concepiti per ricordare agli anziani i bisogni di un organismo che invecchia, con tutte le sue particolarità.

E' interessante notare subito che emerge chiaramente che quello che davvero varia in cima alla piramide specifica degli anziani è che si trovano ora alcuni micronutrienti come calcio, vitamina D e vitamina B12. In effetti questi sono elementi fondamentali per la salute delle ossa nonchè la preservazione delle funzioni cognitive.
Se davvero si vuole però fare una distinzione ed un discorso organico si può dire che la differenza tra la dieta dell'anziano e quella dell'adulto sano è fondamentalmente di tipo quantitativo e che se è vero che si assiste ad un minor fabbisogno energetico non bisogna però sconvolgere il fabbisogno degli elementi e dei costituenti da introdurre.

Ricordiamoci a questo punto che gli alimenti ricchi di fibre e quelli che contengono farine integrali, a partire dal pane, favoriscono la motilità intestinale e prevengono vari disturbi e che nell'anziano la stipsi non è un problema da sottovalutare, specie quando è associato a condizioni di scarsa mobilità e scarso introito idrico.
Dunque è evidente che gli anziani debbano continuare a svolgere attività fisica in modo regolare per combattere l’obesità e le altre patologie specifiche dell'età che avanza. In quest'ottica e' consigliabile eseguire esercizi di moderata intensità come il giardinaggio, le passeggiate, e magari perchè no: il ballo, utile anche per la socializzazione.
Massima importanza, come sempre quando si parla di anziani, è tenere a mente il discorso della giusta  idratazione ricordando che il senso della sete si attenua via via che si va in là con gli anni, mentre la richiesta di liquidi da parte del corpo è la stessa e anzi, in circostanze particolari come la stagione estiva, aumenta e va aumentato anche con l'aiuto e lo stimolo dei familiari o della badante.
Un trucchetto per aumentare l'introito idrico e non solo è quello di modificare in base alla stagione l'assunzione degli alimentii preferendo ovviamente in estate frutta e verdura, minestre e succhi.

Adesso facciamo dunque il punto: che cosa mangiare?

Tante farine e cereali integrali, come il pane e il riso integrale;
molta verdura dai colori brillanti, come carote e broccoli;
molta frutta dal colore vivace, come mirtilli e melone;
qualche latticino o yogurt e latte con poco lattosio;
qualche porzione di legumi, noci, pesce, carne bianca, uova;
condire sempre con oli vegetali liquidi con pochi acidi grassi saturi;
ricordarsi di bere molti liquidi (acqua);
svolgere attività fisica regolare.

Infine nei casi opportuni è bene sentire il parere dello Specialista Geriatra o del proprio Medico di medicina Generale ed  integrare la dieta con integratori liquidi completi di tutte le vitamine e i sali principali.


sabato 23 marzo 2013

Fragilità; quando i nonni perdono le riserve .......


La fragilità si riferisce a una perdita di riserve fisiologiche che rende una persona incapace del tutto od in parte a far fronte alla situazione di disagio con perdita parziale o totale delle autonomie. Non esiste ancora una definizione univoca e sono molte le interpretazioni che vengono date al concetto di fragilità. La caratteristica comune della fragilità  comunque è quella di un quadro caratterizzato da debolezza,dynapenia, perdita di peso, distruzione muscolare (sarcopenia), intolleranza allo sforzo, cadute frequenti, immobilità, incontinenza e instabilità e scarso controllo efficace e risposta soddisfacente nelle malattie croniche.
Importante è ricordare che la scelta migliore è un approccio multidimensionale e  multisciplinare che valuti il soggetto singolo nella sua complessità di persona ed in particolare si cerchi di correggere gli squilibri tenendo conto di tutti i fattori in gioco.
L’esercizio fisico e la fisioterapia ed una dieta sana sono aiuti utili per prevenire o ridurre la fragilità. L’esercizio fisico può aiutare a ridurre il rischio di diventare fragili per i giovani e il rischio di ulteriore perdita funzionale per le persone anziane con perdite funzionali. Sempre più le ultime evidenze vanno in questa direzione. Gli anziani che praticano esercizio aerobico regolare (p. es., camminare, nuotare, correre) presentano una notevole riduzione della mortalità e hanno un declino funzionale ridotto in confronto a quelli che sono sedentari. L’allenamento consente inoltre di aumentare la massa ossea, mentre diminuisce il rischio di cadute e di fratture.
La dieta infine (magari studiata con l'aiuto di un Medico Nutrizionista in base alle patologie in atto, come ad esempio è il caso di soggetti con  grave insufficienza respiratoria o grave insufficienza renale) può prevenire o aiutare notevolmente e tenere sotto controllo il rischio di sviluppare disordini che contribuiscono alla fragilità.
Forse è bene ricordare che una integrazione con complessi multivitaminici specie nei cambi di stagione può essere utile anche nel paziente anziano.
E' fondamentale comprendere che una persona fragile ha scarsa riserva funzionale e necessita di assistenza e monitoraggio e magari di frequenti variazioni di terapia.  Se avete a casa un soggetto Fragile sentite sempre il parere del vostro medico di Medicina Generale o del Vostro Specialista Geriatria.




Questo Blog è a carattere divulgativo e non sostituisce in alcun modo la visita Medica e dello Specialista.

sabato 5 gennaio 2013

Geriatria: la disbiosi.

Partendo dalla condizione basica, la eubiosi può essere definita come - la normale ed equilibrata condizione della flora batterica intestinale -.
Essa può essere soggetta a modificazioni che la rendono partecipe di processi che possono portare a condizioni di squilibrio anche importanti per l'intero organismo. I batteri non desiderati alterano l’equilibrio e viene a crearsi quella condizione che viene definita “disbiosi intestinale”.

I sintomi possono andare dal gonfiore, alle coliti, alla stitichezza di cui gia abbiamo più volte parlato in questo blog poichè è una condizione da tenere in considerazione nell'anziano, fino alla diarrea, etc.

Questi sintomi sono da attribuirsi al cosidetto "muco intestinale", ai batteri che non sono normalmente presenti, alla cattiva funzionalità dell'organismo, all''uso inappropiato di farmaci, ad una alimentazione scorretta, e anche a condizioni legate all'ansia ed allo stress.
Pensando che un cattivo meccanismo inceppato in qualche componente genera molte sostanze tossiche, che l'organismo non sempre è in grado di contrastare, non è difficile immaginare che patologie gravi del colon (diverticoli, polipi, rettocolite ulcerosa, tumori ecc) possano avere una concausa a partire da una semplice alterazione della flora batterica intestinale come sembra confermato dalle notizie circolanti in rete in questi giorni.
E' dunque opportuno superare le barriere di ordine psicologico e riferire eventuali sintomi al proprio medico di fiducia o allo Specialista di riferimento che eventualmente potrà fare le considerazioni del caso e consigliare una semplice integrazione o procedere verso un passo ulteriore nella direzione di tentare di definire meglio il problema e rimuovere la eventuale causa.



mercoledì 2 gennaio 2013

Blogeriatria; un obiettivo comune con tutti voi nel 2013 da sviluppare insieme!!! per trasformare la terza età in una nuova fantastica età piena di opportunità.


Restare attivi, andare a fare compere se si può e non farsi aiutare nelle piccole faccende domestiche quando non è strettamente necessario; fare il piccolo sforzo di non mandare il nipotino a rispondere al portatile ed alzarsi dalla comoda poltrona massaggiante regalata dal figlio premuroso per aprire al postino invece di aspettare altri che si muovano prima.
Mettersi in tasca qualche soldo ed andare a comprare il pane anche quando può risultare pesante e ci sono sistemi più comodi.

 Rivolgersi al medico quando necessario e attivarsi per arrivare allo studio con i propri mezzi.
 Passare ogni tanto in libreria dove si trovano sempre un paio di titoli interessanti e non guardare sempre i soliti canali televisivi ma approfittare delle nuove offerte come i canali tematici che approfondiscono temi di storia e di scienze.

..........................................................................................ogni tanto leggere un buon consiglio magari su un blog di geriatria e perchè no direttamente da: Blogeriatria.

Pensare in modo positivo e sentirsi sempre partecipi della famiglia e della società in generale ed ancora considerare importante il proprio parere ed il proprio voto; aiutare i nipotini nei compitini e magari progettare una bella gita al mare o in montagna da vivere almeno un paio di volte l'anno.

Se poi a volte in famiglia vi tocca ingoiare qualche rospo ricordate che:
"Da un uomo grande c’è qualcosa da imparare anche quando tace." almeno questo è quello che sosteneva Seneca e perchè non credere ad un uomo saggio?

Meglio mangiare un piccolo quadratino di cioccolato (se non si è diabetici!!!) e pensare alla memoria.

venerdì 7 settembre 2012

Nel tentativo di essere utili, ecco a voi il richiamo di alcuni semplici consigli sulle precauzioni da mettere in pratica per difendersi dall'influenza.

Anche per favorire l'utilità sociale di Internet e poichè in questo momento incominciano ad uscire le prime notizie sulle caratteristiche della nuova influenza stagionale e si riparte con le preoccupazioni, Blog-Geriatria prova a fare qualcosa di concreto ed inizia a rimarcare di prestare un po' attenzione ai gesti quotidiani e di prevenzione.

E ricordate che le persone anziane devono prepararsi con particolare attenzione al possibile rischio di influenza poichè può essere una condizione prodromica di altre complicazioni più gravi. Per questo è bene sentire in anticipo il proprio Specialista di Fiducia ed il Medico di Medicina Generale per valutare quali sono gli altri accorgimenti (magari può essere utile prepararsi in anticipo rinforzando i meccanismi di difesa propri, assumendo integratori alimentari e vitamine!!!) ed esami particolari da prendere in considerazione in tutte quelle situazione di complessità che l'avanzare dell'età porta con se e che il caso specifico richiede eventualemente di approfondire.

Ma andiamo ai consigli pratici:
  •  Coprirsi naso e bocca con un fazzoletto dopo aver starnutito; buttarlo subito dopo l'uso in appropriati spazi.
  •  Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone (vanno bene anche i detergenti in vendita presso faramacie e sanitarie se siete in emergenza) per un tempo di almeno 15 secondi, soprattutto dopo aver tossito o starnutito o aver frequentato locali pubblici.


           - Lavarsi le mani dopo aver salutato un amico non è un atto di scortesia............................................................................................per continuare a leggere vai al LINK